Allora
mi prendi la mano
anche se
non passano macchine
e io penso che
avevo una vita
anche prima di te
ma che
era un sogno
meno bello
di questo
martedì 28 settembre 2010
lunedì 27 settembre 2010
Miglior Post Sbornia 2010
Un post di servizio.
Allora, abbiam preso su in quattro e siamo andati tutti trotterellando in questo paese su un lagone, dove sembra siano soliti incontrarsi annuamente quelli che scrivono le robe nei blog dopo che per tutto un anno han spalmato la loro fantasia e passione tra dita e tastiere (o quel che è).
Durante il viaggio, mi son sentito come se fossimo gli Smashing Pumpkins, perchè tutti e quattro abbiamo le nostre specialità, ma son diverse (e poi, avevamo quello glabro, quello coi capelli lunghi e pure la bassista bona, oltre me).
Il paese sul lagone è ordinatissimo e civilissimo e io pensavo "Meno male che non son mai dovuto andare a vivere in un posto così palesemente più a modo di me."
Siamo arrivati in tempo per salutare degli amici, per conoscere delle persone amici di amici e per dire svariati "Ah! Ma tu sei..." e viceversa.
Io dovevo sembrare molto accaldato; perchè avevo una giacca blu, di velluto a costine, pensavo sarebbe stato freddo, e perchè mi son portato una pesante borsa di pelle, con libri e cose, e forse ero un po' rosso per tutte le conoscenze e le riconoscenze.
Io dovevo sembrare molto accaldato e probabilmente un po' disidratato, perchè hanno iniziato tutti a darmi da bere.
Prima c'è stato un aperitivone collettivo che son finiti i bicchieri prima della roba da bere, allora mi ricordo che una donna bionda che avevo conosciuto da poco forse era riuscita a ottenere un bicchiere e allora le ho detto tipo "chiedine due per favore, che sei donna e sei bionda" e lei non li otteneva tutti e due, allora ne ha presi due usati da altri, e ci siam fatti riempire quelli, e io pensavo "mi piace come ragiona questa qui".
Poi dovevo sembrar disidratato anche all'aperitivo dopo, lì vicino, perchè mi offrivano da bere.
Mi sa che anche se mi son tolto la giacca, poi, al ristorante, mi sa che sembravo accaldato, perchè ci han offerto altre cose da bere.
Noi comunque s'era andati nel paese sul lagone anche e soprattutto come moderatori di Spinoza, che poi s'è vinto Miglior Blog italiano 2010, Miglior Blog Collettivo e, con "Celere alla celere", Miglior Post. (ah, yeah)
"Celere alla celere" l'ho scritto io; non il post, lì sono un sacco gli autori, il titolo. Mi ricordo che ho avuto molto gusto perchè c'era qui il cantante chitarrista degli Smashing Pumpkins che ha scritto una battuta e che poi, di quel quel post, il titolo e la battuta del cantante chitarrista degli Smashing Pumpkins sono stati citati il giorno dopo al TG3.
Insomma, dopo le montagne russe tra le gradazioni alcooliche, ci troviamo in questo posto bello, la sera, dove premiano le robe di blog e io sto telefonando a un'amica per dirle succede questo e succede quello e succede pure che in quel momento "Celere alla celere" viene premiato come Miglior Post dell'Anno e la gente applaude e uno di quelli che in Spinoza han veramente voce in capitolo mi piglia e tira sul palco per la premiazione.
Io salgo sul palco che sto ancora salutando al telefono e mi sento un po' come avrebbe dovuto sentirsi Berlusconi quando lo aspettava la Merkel ma lui era al telefono -dice- con Erdogan, tanto che il signore che mi passa il microfono mi dice sottovoce "con calma, eh" e io mi ricordo che sono su un palco e penso "magari".
Poi guardo davanti a me e non vedo niente perchè ho delle luci forti in faccia, forse un po' della prima fila con uno coi jeans che mi guarda, quindi sto zitto.
Forse, troppo.
Poi inizio a parlare e ringrazio e ricordo che Spinoza è Spinoza grazie a Stark e Eio, alla gente che ci scrive e molto anche grazie agli Alfieri, che chiedo di citare al cantante chitarrista degli Smashing Pumpkins, che è molto schivo ma che -vuoi che nelle montagne russe tra gradazioni c'era pure lui e vuoi l'appoggio morale che mi voleva dare- son riuscito a far venire sul palco.
Poi mi chiedono di "Celere alla celere" e io dico che il bello di scrivere su Spinoza è che te fai nascere queste pataccate nel tuo salotto, che ridi e pensi e ti diverti, poi le condividi con altri che ridono e pensano e si divertono e poi magari può succedere che grazie a queste cose con cui ridi e pensi e ti diverti e che condividi, il giorno dopo ti trovi al telegiornale e termino con una cosa tipo "anche se spiegata così, sembra che parlo della marijuana fatta in casa".
Non mi ricordo molto molto, però quello coi jeans in prima fila ride e pure gli altri, riringraziamo e ci applaudono, scendo dal palco e qualcuno che ho piacere mi abbracci mi abbraccia e una ragazza mi dice "sei stato bravo, comunque."

La prima e unica foto dalla nascita di SegnoDisegnO
Allora, abbiam preso su in quattro e siamo andati tutti trotterellando in questo paese su un lagone, dove sembra siano soliti incontrarsi annuamente quelli che scrivono le robe nei blog dopo che per tutto un anno han spalmato la loro fantasia e passione tra dita e tastiere (o quel che è).
Durante il viaggio, mi son sentito come se fossimo gli Smashing Pumpkins, perchè tutti e quattro abbiamo le nostre specialità, ma son diverse (e poi, avevamo quello glabro, quello coi capelli lunghi e pure la bassista bona, oltre me).
Il paese sul lagone è ordinatissimo e civilissimo e io pensavo "Meno male che non son mai dovuto andare a vivere in un posto così palesemente più a modo di me."
Siamo arrivati in tempo per salutare degli amici, per conoscere delle persone amici di amici e per dire svariati "Ah! Ma tu sei..." e viceversa.
Io dovevo sembrare molto accaldato; perchè avevo una giacca blu, di velluto a costine, pensavo sarebbe stato freddo, e perchè mi son portato una pesante borsa di pelle, con libri e cose, e forse ero un po' rosso per tutte le conoscenze e le riconoscenze.
Io dovevo sembrare molto accaldato e probabilmente un po' disidratato, perchè hanno iniziato tutti a darmi da bere.
Prima c'è stato un aperitivone collettivo che son finiti i bicchieri prima della roba da bere, allora mi ricordo che una donna bionda che avevo conosciuto da poco forse era riuscita a ottenere un bicchiere e allora le ho detto tipo "chiedine due per favore, che sei donna e sei bionda" e lei non li otteneva tutti e due, allora ne ha presi due usati da altri, e ci siam fatti riempire quelli, e io pensavo "mi piace come ragiona questa qui".
Poi dovevo sembrar disidratato anche all'aperitivo dopo, lì vicino, perchè mi offrivano da bere.
Mi sa che anche se mi son tolto la giacca, poi, al ristorante, mi sa che sembravo accaldato, perchè ci han offerto altre cose da bere.
Noi comunque s'era andati nel paese sul lagone anche e soprattutto come moderatori di Spinoza, che poi s'è vinto Miglior Blog italiano 2010, Miglior Blog Collettivo e, con "Celere alla celere", Miglior Post. (ah, yeah)
"Celere alla celere" l'ho scritto io; non il post, lì sono un sacco gli autori, il titolo. Mi ricordo che ho avuto molto gusto perchè c'era qui il cantante chitarrista degli Smashing Pumpkins che ha scritto una battuta e che poi, di quel quel post, il titolo e la battuta del cantante chitarrista degli Smashing Pumpkins sono stati citati il giorno dopo al TG3.
Insomma, dopo le montagne russe tra le gradazioni alcooliche, ci troviamo in questo posto bello, la sera, dove premiano le robe di blog e io sto telefonando a un'amica per dirle succede questo e succede quello e succede pure che in quel momento "Celere alla celere" viene premiato come Miglior Post dell'Anno e la gente applaude e uno di quelli che in Spinoza han veramente voce in capitolo mi piglia e tira sul palco per la premiazione.
Io salgo sul palco che sto ancora salutando al telefono e mi sento un po' come avrebbe dovuto sentirsi Berlusconi quando lo aspettava la Merkel ma lui era al telefono -dice- con Erdogan, tanto che il signore che mi passa il microfono mi dice sottovoce "con calma, eh" e io mi ricordo che sono su un palco e penso "magari".
Poi guardo davanti a me e non vedo niente perchè ho delle luci forti in faccia, forse un po' della prima fila con uno coi jeans che mi guarda, quindi sto zitto.
Forse, troppo.
Poi inizio a parlare e ringrazio e ricordo che Spinoza è Spinoza grazie a Stark e Eio, alla gente che ci scrive e molto anche grazie agli Alfieri, che chiedo di citare al cantante chitarrista degli Smashing Pumpkins, che è molto schivo ma che -vuoi che nelle montagne russe tra gradazioni c'era pure lui e vuoi l'appoggio morale che mi voleva dare- son riuscito a far venire sul palco.
Poi mi chiedono di "Celere alla celere" e io dico che il bello di scrivere su Spinoza è che te fai nascere queste pataccate nel tuo salotto, che ridi e pensi e ti diverti, poi le condividi con altri che ridono e pensano e si divertono e poi magari può succedere che grazie a queste cose con cui ridi e pensi e ti diverti e che condividi, il giorno dopo ti trovi al telegiornale e termino con una cosa tipo "anche se spiegata così, sembra che parlo della marijuana fatta in casa".
Non mi ricordo molto molto, però quello coi jeans in prima fila ride e pure gli altri, riringraziamo e ci applaudono, scendo dal palco e qualcuno che ho piacere mi abbracci mi abbraccia e una ragazza mi dice "sei stato bravo, comunque."
La prima e unica foto dalla nascita di SegnoDisegnO
mercoledì 22 settembre 2010
Vola, Poldo, vola!
Questo mi è venuto in mente leggendo questo sul blog di un Amico, che vi consiglio.
Il blog, vi consiglio.
Pure l'amico, se ci riuscite.
E' un po' lungo, scusate.
Questo, non l'amico.
L'amico è alto, ma non c'entra.
A meno che non giochi in porta, essendo alto.
No, ma comunque, non credo.
(già che si parla di cose che non c'entrano:
secondo me, i Baustelle dovrebbero smettere subito.
Ora, al culmine della carriera.)
"Due a due. Due a due, va benissimo.", pensavano i sostenitori della Juvenes Sassofrollo.
"Due a due. Due a due, porcadellatroia.", pensavano i sostenitori della Virtus Sanfarlocco.
"Due a due." e il punticino in classifica rimediato avrebbe, infatti, fatto salire di categoria il Sassofrollo ai danni del Sanfarlocco.
Se il Sanfarlocco avesse vinto fuori casa, invece, i tre punti gli avrebbero permesso la promozione e il salto di categoria a tutta sventura del Sassofrollo.
I due comuni erano pure vicini, e i rapporti buoni; le dispute sulle rispettive giovinotte sassofrollesi o sanfarlocchiane accompagnate dai rispettivi giovanotti sassofrollesi o sanfarlocchiani al lago Pomicione, sulle terre contese a causa dei confini labili o sui cani che abbaiavano troppo o troppo poco venivano risolte civilmente da quando i pallettoni avevano lasciato il posto al sale.
Ma se si parlava di calcio, si parlava di roba seria.
Roba da prendere o essere presi per il culo almeno per un anno, poi, stavolta.
In porta il Sassofrollo schierava Leopoldo Fungazzi detto Poldo, entrato all'82° a seguito delli crisi di nervi del portiere titolare che, preso il gol del pareggio non senza responsabilità, si era sentito lasciare dalla morosa tramite grido della stessa proveniente dagli spalti, con conseguente ovazione dell'intero pubblico -amico ed avverso- del piccolo stadio.
Forse la crisi di nervi del portiere titolare sassofrollese era stata facilitata anche dal grido di risposta di sua madre, indirizzato all'ormai ex nuora: "Brava!"
Esaurite le sostituzioni, 9 contro 9 a causa della punta di nervosismo che aveva caratterizzato la partita e non concedendosi dunque eccessivi tatticismi, le squadre davano l'anima, chi per mantenere e chi per cambiare il risultato quando, al quinto minuto di recupero, l'esausta compagine sanfarlocchiana -motivata dalla balestra brandita dal Mister di riferimento- si riversò completamente dentro l'area sassofrollese dando luogo ad un ultimo attacco disperato a cui la rappresentanza sanfarlocchiana -spronata dalle foto dei figli dei giocatori tenute in mano dal Mister di riferimento e, in parte, anche dalle sue grida "So dove vanno a scuola!"- rispondeva con un muro umano facendo rimbalzare ogni tiro contro difensive schiene, cosce, teste, ginocchia e, forse, una sola mano.
Mano.
Fischio dell'arbitro.
Silenzio.
Rigore.
Ancora più silenzio di silenzio.
Sostenitori e giocatori del Sassofrollo non osavano protestare.
Sostenitori e giocatori del Sanfarlocco non osavano gioire.
Sommesso, s'udiva in lontananza solo il pianto del primo portiere, prontamente zittito con un lancio di zoccolo dalla di lui madre.
Adesso, silenzio silenzio davvero davvero.
Leopoldo Fungazzi detto "Poldo" assunse posizione, atteggiamento ed espressione a metà tra il San Sebastiano trafitto e Rommel.
Per il Sanfarlocco, si accinse a battere l'estrema punizione Lamberto Sparagna detto "Ramon" dal lunedì al venerdì e "El Loco" di domenica. Il sabato spariva non si sa dove e nessuno lo chiamava o nomignolava."Ramon" era dovuto al fatto che era un gran trombratore trasversale di tabaccaie (sia sassofrollesi che sanfarlocchiane) e "El Loco" era dovuto a come giocava, per l'appunto, ogni domenica: faceva diventare facile ciò che era difficile e facilissimo ciò che era facile, ma anche complicato ciò che era semplice e arzigogolato ciò che era elementare.
El Loco. Palla. 11 metri. Poldo. Porta.
Silenzio silenzio silenzio, davvero davvero davvero.
Poldo si astrasse e per lui il tempo si fermò.
Rivide il suo primo allenatore, uno scoppiato amante del Negroni bello carico che aveva dietro di sè una vita piena di scommesse perse ma che, quasi, come portiere ce l'aveva fatta. Poi si era dovuto ritirare a Sassofrollo per una storia di sesso, erba e zampone avuta con la moglie del suo ultimo Presidente.
Poldo lo rivide che gli diceva "Guarda la punta, Poldo! Quando ti tirano un rigore, guarda la punta! Tu ti devi muovere prima, se senti il rumore dello scarpino contro la palla, è troppo tardi.
Non è un cecchino comune, è un attaccante: non sei salvo se senti il rumore, quindi sei ancora vivo e ti tuffi da una parte; sei salvo se ti tuffi prima di sentire il rumore.
E devi sapere dove tuffarti, perchè l'attaccante è l'unico cecchino che prova a non prenderti e cerca di confonderti, e prende una rincorsa ubriaca e troia, e mette il corpo da una parte ma tira da un'altra come la vita.
E allora guarda la punta, guarda il piede che sta a terra, non quello che calcia: la palla va dove indica quella punta! E ti puoi tuffare prima, mentre la gamba che calcia scende veloce, perchè quella punta é spia, ti dice dove l'altro piede manda la palla.
Guarda la punta, tuffati nella direzione che ti indica e tieni le braccia larghe a occupare la porta!
Buttati sempre convinto dove indica quella cazzo di punta, Poldo!"
El Loco. Palla. 11 metri. Poldo. Porta.
Fischio. El Loco inizia la rincorsa.
Sembra che voli, che faccia piroette.
Poldo è tranquillo, sa cosa fare.
Poldo è steso a pelle di leone 3 metri davanti alla porta, si è tuffato in avanti a braccia larghe, il suo naso ha arato, è per più di metà dentro il fango e la terra e fa male.
El Loco si è girato di spalle alla porta e ha tirato di tacco.
Gran gol.
Il blog, vi consiglio.
Pure l'amico, se ci riuscite.
E' un po' lungo, scusate.
Questo, non l'amico.
L'amico è alto, ma non c'entra.
A meno che non giochi in porta, essendo alto.
No, ma comunque, non credo.
(già che si parla di cose che non c'entrano:
secondo me, i Baustelle dovrebbero smettere subito.
Ora, al culmine della carriera.)
"Due a due. Due a due, va benissimo.", pensavano i sostenitori della Juvenes Sassofrollo.
"Due a due. Due a due, porcadellatroia.", pensavano i sostenitori della Virtus Sanfarlocco.
"Due a due." e il punticino in classifica rimediato avrebbe, infatti, fatto salire di categoria il Sassofrollo ai danni del Sanfarlocco.
Se il Sanfarlocco avesse vinto fuori casa, invece, i tre punti gli avrebbero permesso la promozione e il salto di categoria a tutta sventura del Sassofrollo.
I due comuni erano pure vicini, e i rapporti buoni; le dispute sulle rispettive giovinotte sassofrollesi o sanfarlocchiane accompagnate dai rispettivi giovanotti sassofrollesi o sanfarlocchiani al lago Pomicione, sulle terre contese a causa dei confini labili o sui cani che abbaiavano troppo o troppo poco venivano risolte civilmente da quando i pallettoni avevano lasciato il posto al sale.
Ma se si parlava di calcio, si parlava di roba seria.
Roba da prendere o essere presi per il culo almeno per un anno, poi, stavolta.
In porta il Sassofrollo schierava Leopoldo Fungazzi detto Poldo, entrato all'82° a seguito delli crisi di nervi del portiere titolare che, preso il gol del pareggio non senza responsabilità, si era sentito lasciare dalla morosa tramite grido della stessa proveniente dagli spalti, con conseguente ovazione dell'intero pubblico -amico ed avverso- del piccolo stadio.
Forse la crisi di nervi del portiere titolare sassofrollese era stata facilitata anche dal grido di risposta di sua madre, indirizzato all'ormai ex nuora: "Brava!"
Esaurite le sostituzioni, 9 contro 9 a causa della punta di nervosismo che aveva caratterizzato la partita e non concedendosi dunque eccessivi tatticismi, le squadre davano l'anima, chi per mantenere e chi per cambiare il risultato quando, al quinto minuto di recupero, l'esausta compagine sanfarlocchiana -motivata dalla balestra brandita dal Mister di riferimento- si riversò completamente dentro l'area sassofrollese dando luogo ad un ultimo attacco disperato a cui la rappresentanza sanfarlocchiana -spronata dalle foto dei figli dei giocatori tenute in mano dal Mister di riferimento e, in parte, anche dalle sue grida "So dove vanno a scuola!"- rispondeva con un muro umano facendo rimbalzare ogni tiro contro difensive schiene, cosce, teste, ginocchia e, forse, una sola mano.
Mano.
Fischio dell'arbitro.
Silenzio.
Rigore.
Ancora più silenzio di silenzio.
Sostenitori e giocatori del Sassofrollo non osavano protestare.
Sostenitori e giocatori del Sanfarlocco non osavano gioire.
Sommesso, s'udiva in lontananza solo il pianto del primo portiere, prontamente zittito con un lancio di zoccolo dalla di lui madre.
Adesso, silenzio silenzio davvero davvero.
Leopoldo Fungazzi detto "Poldo" assunse posizione, atteggiamento ed espressione a metà tra il San Sebastiano trafitto e Rommel.
Per il Sanfarlocco, si accinse a battere l'estrema punizione Lamberto Sparagna detto "Ramon" dal lunedì al venerdì e "El Loco" di domenica. Il sabato spariva non si sa dove e nessuno lo chiamava o nomignolava."Ramon" era dovuto al fatto che era un gran trombratore trasversale di tabaccaie (sia sassofrollesi che sanfarlocchiane) e "El Loco" era dovuto a come giocava, per l'appunto, ogni domenica: faceva diventare facile ciò che era difficile e facilissimo ciò che era facile, ma anche complicato ciò che era semplice e arzigogolato ciò che era elementare.
El Loco. Palla. 11 metri. Poldo. Porta.
Silenzio silenzio silenzio, davvero davvero davvero.
Poldo si astrasse e per lui il tempo si fermò.
Rivide il suo primo allenatore, uno scoppiato amante del Negroni bello carico che aveva dietro di sè una vita piena di scommesse perse ma che, quasi, come portiere ce l'aveva fatta. Poi si era dovuto ritirare a Sassofrollo per una storia di sesso, erba e zampone avuta con la moglie del suo ultimo Presidente.
Poldo lo rivide che gli diceva "Guarda la punta, Poldo! Quando ti tirano un rigore, guarda la punta! Tu ti devi muovere prima, se senti il rumore dello scarpino contro la palla, è troppo tardi.
Non è un cecchino comune, è un attaccante: non sei salvo se senti il rumore, quindi sei ancora vivo e ti tuffi da una parte; sei salvo se ti tuffi prima di sentire il rumore.
E devi sapere dove tuffarti, perchè l'attaccante è l'unico cecchino che prova a non prenderti e cerca di confonderti, e prende una rincorsa ubriaca e troia, e mette il corpo da una parte ma tira da un'altra come la vita.
E allora guarda la punta, guarda il piede che sta a terra, non quello che calcia: la palla va dove indica quella punta! E ti puoi tuffare prima, mentre la gamba che calcia scende veloce, perchè quella punta é spia, ti dice dove l'altro piede manda la palla.
Guarda la punta, tuffati nella direzione che ti indica e tieni le braccia larghe a occupare la porta!
Buttati sempre convinto dove indica quella cazzo di punta, Poldo!"
El Loco. Palla. 11 metri. Poldo. Porta.
Fischio. El Loco inizia la rincorsa.
Sembra che voli, che faccia piroette.
Poldo è tranquillo, sa cosa fare.
Poldo è steso a pelle di leone 3 metri davanti alla porta, si è tuffato in avanti a braccia larghe, il suo naso ha arato, è per più di metà dentro il fango e la terra e fa male.
El Loco si è girato di spalle alla porta e ha tirato di tacco.
Gran gol.
domenica 19 settembre 2010
Il balconing è una roba per mammolette
Gente ben più gente di me scrive del balconing. Balconing su, balconing giù. Più che altro, giù.
Il balconing è la moda di lanciarsi da piani sopraelevati (di hotel stanti in località vacanziere) nella piscina. Si fa tipo alle Baleari e tipo anche dal 5° o 7° piano, con prematura dipartita involontaria dell'acuto intelletto che pratica tale sobria attività.
Beh, c'è qualcosa che nessuno ha finora mai osato dire, tanto s'è presi a canzonare questi giovini prematuramente e incolpevolmente spatasciati: il balconing è una roba per mammolette.
Ecco le ultime vere tendenze.
Il cassetting
Il giovane rincasa ebbro e drogatello e si chiude le dita nei cassetti. Ma ripetutamente.
Il petting alla seconda
Il giovane rincasa ebbro e drogatello e limona e si tocca con giovani cani o gatti, per iniziare.
Poi prova a incularsi un giaguaro.
Il marketing
Il giovane rincasa ebbro e drogatello e si mette a studiare ed applicare procedure ed azioni volte a imporre un brand di prodotto o servizio su un mercato il più delle volte già saturo, perdendo la sua anima per sempre.
Il mignoling
Il giovane rincasa ebbro e drogatello e cammina scalzo nell'appartemanto buio dopo aver spostato comodini, socchiuso porte, acquistato e disseminato per l'ambiente pianoforti a coda.
Il darjeeling
Il giovane rincasa ebbro e drogatello e si beve un tè. Ma con molta, molta teina.
Il perioding
Il giovane rincasa ebbro e drogatello, sveglia la findanzata che è stata a casa causa mestruazioni e le fa presente che è un po' ingrassata e che inizia a essere anziana per avere figli.
Il free climbing
Il giovane rincasa ebbro e drogatello e va a scalare pareti rocciose a mani nude, con il solo ausilio di polvere di gesso sui polpastrelli.
Il vanhelsing
Il giovane rincasa ebbro e drogatello e va alla locanda, chiede dov'è il castello del conte e tutti si zittiscono.
Lo smoking
Il giovane rincasa ebbro e drogatello e si mette un elegante completo da uomo. Poi si accorge che ha finito le cartine.
Il buc crossing
Il giovane rincasa ebbro e drogatello e lascia in giro i suoi orefizi (chessò, su una panchina al parco o alla fermata della metropolitana) aspettando che sconosciuti li trovino ed utilizzino.
Il gerunding
Il giovane rincasa ebbro e drogatello e immagina (o, peggio, scrive) un gerundio che implica un gerundio che implica un gerundio che implica un gerundio così via, finché impazzisce e si scarica la discografia completa dei Baustelle, perché i negozi son chiusi. Domani, li va a comprare originali, il folle.
Lo so che fa male ma, puttana Eva, siete grandi: guardate in faccia la realtà.
Il balconing è la moda di lanciarsi da piani sopraelevati (di hotel stanti in località vacanziere) nella piscina. Si fa tipo alle Baleari e tipo anche dal 5° o 7° piano, con prematura dipartita involontaria dell'acuto intelletto che pratica tale sobria attività.
Beh, c'è qualcosa che nessuno ha finora mai osato dire, tanto s'è presi a canzonare questi giovini prematuramente e incolpevolmente spatasciati: il balconing è una roba per mammolette.
Ecco le ultime vere tendenze.
Il cassetting
Il giovane rincasa ebbro e drogatello e si chiude le dita nei cassetti. Ma ripetutamente.
Il petting alla seconda
Il giovane rincasa ebbro e drogatello e limona e si tocca con giovani cani o gatti, per iniziare.
Poi prova a incularsi un giaguaro.
Il marketing
Il giovane rincasa ebbro e drogatello e si mette a studiare ed applicare procedure ed azioni volte a imporre un brand di prodotto o servizio su un mercato il più delle volte già saturo, perdendo la sua anima per sempre.
Il mignoling
Il giovane rincasa ebbro e drogatello e cammina scalzo nell'appartemanto buio dopo aver spostato comodini, socchiuso porte, acquistato e disseminato per l'ambiente pianoforti a coda.
Il darjeeling
Il giovane rincasa ebbro e drogatello e si beve un tè. Ma con molta, molta teina.
Il perioding
Il giovane rincasa ebbro e drogatello, sveglia la findanzata che è stata a casa causa mestruazioni e le fa presente che è un po' ingrassata e che inizia a essere anziana per avere figli.
Il free climbing
Il giovane rincasa ebbro e drogatello e va a scalare pareti rocciose a mani nude, con il solo ausilio di polvere di gesso sui polpastrelli.
Il vanhelsing
Il giovane rincasa ebbro e drogatello e va alla locanda, chiede dov'è il castello del conte e tutti si zittiscono.
Lo smoking
Il giovane rincasa ebbro e drogatello e si mette un elegante completo da uomo. Poi si accorge che ha finito le cartine.
Il buc crossing
Il giovane rincasa ebbro e drogatello e lascia in giro i suoi orefizi (chessò, su una panchina al parco o alla fermata della metropolitana) aspettando che sconosciuti li trovino ed utilizzino.
Il gerunding
Il giovane rincasa ebbro e drogatello e immagina (o, peggio, scrive) un gerundio che implica un gerundio che implica un gerundio che implica un gerundio così via, finché impazzisce e si scarica la discografia completa dei Baustelle, perché i negozi son chiusi. Domani, li va a comprare originali, il folle.
Lo so che fa male ma, puttana Eva, siete grandi: guardate in faccia la realtà.
lunedì 13 settembre 2010
Cara Umanità
Cara Umanità,
vorrei intanto cominciare questa mia specificando che "cara" é qui inteso sia come "apprezzata, stimata" che come "dispendiosa, onerosa".
Venendo al punto, ci sono gente che é brava a consolare e ci sono gente che é brava a farsi consolare; io, di solito, gioco coi primi e son piuttosto bravo. Gioco ala e dalla mia fascia arrivano traversoni, interessanti aperture e altre robe che funziano, nell'equilibrio globale dell'incontro.
La gente che ci sono che son bravi a e quella che ci sono che son bravi a farsi si possono anche scambiare totalmente o parzialmente.
Di solito, ciò avviene parzialmente e ci sono gente anche magari brava a tutt'e due.
Comunque, io mica tanto.
Soprattutto, ci son delle volte che mi sa son troppo sensibile per questo mondo, quindi delle cose sarebbe meglio cambiassero; dato che non mi par bello (né mi sa che potrei) divenir meno sensibile, mi sembra che sia il mondo, che si dovrebbe sensibilizzare un po'.
Anche solo per spirito di ospitalità, sarebbe una cosa carina, dài.
Sperando che questa mia possa portare ad un primo significativo passo verso quanto auspicato, ringrazio e saluto, anche se mi sa che non cambierà nulla.
Per dirla tutta, ci scommetterei il culo.
vorrei intanto cominciare questa mia specificando che "cara" é qui inteso sia come "apprezzata, stimata" che come "dispendiosa, onerosa".
Venendo al punto, ci sono gente che é brava a consolare e ci sono gente che é brava a farsi consolare; io, di solito, gioco coi primi e son piuttosto bravo. Gioco ala e dalla mia fascia arrivano traversoni, interessanti aperture e altre robe che funziano, nell'equilibrio globale dell'incontro.
La gente che ci sono che son bravi a e quella che ci sono che son bravi a farsi si possono anche scambiare totalmente o parzialmente.
Di solito, ciò avviene parzialmente e ci sono gente anche magari brava a tutt'e due.
Comunque, io mica tanto.
Soprattutto, ci son delle volte che mi sa son troppo sensibile per questo mondo, quindi delle cose sarebbe meglio cambiassero; dato che non mi par bello (né mi sa che potrei) divenir meno sensibile, mi sembra che sia il mondo, che si dovrebbe sensibilizzare un po'.
Anche solo per spirito di ospitalità, sarebbe una cosa carina, dài.
Sperando che questa mia possa portare ad un primo significativo passo verso quanto auspicato, ringrazio e saluto, anche se mi sa che non cambierà nulla.
Per dirla tutta, ci scommetterei il culo.
domenica 5 settembre 2010
Tra traumi
Una volta mi son messo a pensare di scrivere una cosa che aveva come cornice e tema un pensiero irrazionale che mi coglieva. Più una volta di adesso, adesso meno; no no nò adesso meno, grazie. Questo pensiero irrazionale é causato da un trauma cumulativo e non esplosivo (un traumettino oggi, un altro traumettino che si appoggia sul primo e lo veste bene bene e quindi lo porta, e così via).
Mica come il trauma esplosivo, quello classico -che quando si dice "trauma" e basta ci si riferisce a quello- tipo "a quattro anni son entrato in camera loro senza bussare e mi sa che papà e mamma facevano la lotta ma non mi ricordo bene mi sa che erano nudi e che stava vincendo la mamma" o "a sette anni pensavo che volevo rubare una mela e sullo stradone di fronte a me una donna é caduta dal motorino e c'era molto sangue e basta io con i furti, la frutta e i furti di frutta ho chiuso" (mi sembra in seguito devo pure aver sognato di svaligiare un fruttivendolo e che poi c'era stato il terremoto. Non mi fate girare i coglioni che se no sottraggo a qualcuno della macedonia e sono cazzi vostri).
Insomma, a parte le cose scientifiche e oniriche e ortofrutticattoliche, ho pensato Che bello voglio scrivere questa cosa e chissà cosa succederà e cosa mi metterò a scrivere e come finirà!, che non é che sempre si sa come va a finire, dove ti porta scrivere, e comunque pensavo Ma tu vedi ora mi ci calo, mi calo in questo pensiero irrazionale e mi puccio nella paura e ci gioco e lascio che le parole la nominino e che il doverla descrivere mi faccia pure mettere le cose anche in fila, mi faccia scegliere una sequenza minima, ma mica un cristone di raccontone, anche un cristino di raccontino va bene! e continuavo a pensare Ma che culo, ma tu dimmi se uno -cioé- si deve ritrovare che può fare questa cosa e non ci aveva mai pensato ma poi io ora -eh eh- la faccio ed é tipo un'autoterapia e chissà dove mi porterà e come verrà e come ristrutturerò questo significato di questa paura che era nera nera ma ora mi sto chiedendo già come vestirla, che sensazioni darle! e concludevo Sarà comunque utile, che bello lo faccio son gasato -ah ah, sì sì- lo faccio!
Poi ho scoperto, leggendo le notizie, che quello che quella paura descrive è successo a un'altra persona, davvero, e ho smesso di respirare.
Allora ho pensato Adesso scrivo che volevo scrivere una cosa sulla paura dovuta a un pensiero irrazionale dovuto a un trauma cumulativo ma non lo so se riesco perché ho avuto un trauma esplosivo mentre pensavo di scriverla, tant'é che ho smesso di respirare.
Per ora funziona.
Mica come il trauma esplosivo, quello classico -che quando si dice "trauma" e basta ci si riferisce a quello- tipo "a quattro anni son entrato in camera loro senza bussare e mi sa che papà e mamma facevano la lotta ma non mi ricordo bene mi sa che erano nudi e che stava vincendo la mamma" o "a sette anni pensavo che volevo rubare una mela e sullo stradone di fronte a me una donna é caduta dal motorino e c'era molto sangue e basta io con i furti, la frutta e i furti di frutta ho chiuso" (mi sembra in seguito devo pure aver sognato di svaligiare un fruttivendolo e che poi c'era stato il terremoto. Non mi fate girare i coglioni che se no sottraggo a qualcuno della macedonia e sono cazzi vostri).
Insomma, a parte le cose scientifiche e oniriche e ortofrutticattoliche, ho pensato Che bello voglio scrivere questa cosa e chissà cosa succederà e cosa mi metterò a scrivere e come finirà!, che non é che sempre si sa come va a finire, dove ti porta scrivere, e comunque pensavo Ma tu vedi ora mi ci calo, mi calo in questo pensiero irrazionale e mi puccio nella paura e ci gioco e lascio che le parole la nominino e che il doverla descrivere mi faccia pure mettere le cose anche in fila, mi faccia scegliere una sequenza minima, ma mica un cristone di raccontone, anche un cristino di raccontino va bene! e continuavo a pensare Ma che culo, ma tu dimmi se uno -cioé- si deve ritrovare che può fare questa cosa e non ci aveva mai pensato ma poi io ora -eh eh- la faccio ed é tipo un'autoterapia e chissà dove mi porterà e come verrà e come ristrutturerò questo significato di questa paura che era nera nera ma ora mi sto chiedendo già come vestirla, che sensazioni darle! e concludevo Sarà comunque utile, che bello lo faccio son gasato -ah ah, sì sì- lo faccio!
Poi ho scoperto, leggendo le notizie, che quello che quella paura descrive è successo a un'altra persona, davvero, e ho smesso di respirare.
Allora ho pensato Adesso scrivo che volevo scrivere una cosa sulla paura dovuta a un pensiero irrazionale dovuto a un trauma cumulativo ma non lo so se riesco perché ho avuto un trauma esplosivo mentre pensavo di scriverla, tant'é che ho smesso di respirare.
Per ora funziona.
domenica 29 agosto 2010
Storiellette
Marco guardò Anna, che guardava in giro.
Le cinse i fianchi. Occhi negli occhi, inclinò un poco la testa a destra, sospirò e iniziò il suo gioco di seduzione.
"Amore mio, cosa si prova a essere così amati, così desiderati?"
"E' carino. Dovresti provare, qualche volta."
***
Dopo tutti quegli scazzi, era arrivato per Michele e Gianni il momento di chiarirsi.
"Bisogna che ne parliamo da uomo a uomo.
Cioè, bisogna risolverla tra uomini.
Insomma, tu puoi ascoltare."
***
Si era sposato in comune e, da allora, si sentiva rivolgere dal prete del paese sempre la stessa domanda. Finché Giacomo rispose.
"Allora, quand'è che ci sposiamo anche in chiesa, con una bella cerimonia?"
"Padre, lei è gentile e premuroso. Ma non è il mio tipo."
Le cinse i fianchi. Occhi negli occhi, inclinò un poco la testa a destra, sospirò e iniziò il suo gioco di seduzione.
"Amore mio, cosa si prova a essere così amati, così desiderati?"
"E' carino. Dovresti provare, qualche volta."
***
Dopo tutti quegli scazzi, era arrivato per Michele e Gianni il momento di chiarirsi.
"Bisogna che ne parliamo da uomo a uomo.
Cioè, bisogna risolverla tra uomini.
Insomma, tu puoi ascoltare."
***
Si era sposato in comune e, da allora, si sentiva rivolgere dal prete del paese sempre la stessa domanda. Finché Giacomo rispose.
"Allora, quand'è che ci sposiamo anche in chiesa, con una bella cerimonia?"
"Padre, lei è gentile e premuroso. Ma non è il mio tipo."
domenica 8 agosto 2010
De Rerum Aracnobesitatis
"Lei è un maleducato; mi manca totalmente di netiquette."
"Lei è un grasso ragno parlante che cammina sul corrimano della mia terrazza. Sarei più cauto, nella sua posizione."
"Lei è un maleducato e minaccia, pure."
"Ma che minaccio: constato! Lei è obiettivamente un ragno grasso, che credevo non ne esistessero. Sembra dover cadere da un momento all'altro, inoltre, proprio a causa della sua aracnobesità."
"Lei, la vedo, sa, ho otto occhi! Lei sta lì e digita sulla tastiera e mette faccine a sproposito e parla sempre in maiuscolo e trolleggia su mille materie, dalla Filologia dell'Ermeneutica Gadameriana alla Storia delle Colazioni al Sacco."
"Lei non si preoccupi, che tanto con le zampine non è che mi può accedere al web, nonostante sian otto come gli occhi impicciosetti. Piuttosto, le muova, forse mi torna in forma."
"Lei mi denota invidia, ché io ci ho otto zampette otto e quindi relativi otto occhi otto con cui la vedo benissimo, sa. Lei, che mi ha solo due occhi cisposetti e due gambine."
"Lei mi svaluta: l'importante è la coerenza nel numero occhi / zampe. Guardi la mucca, due occhi e quattro zampre, o il cavallo, o l'elefante, che sembran sempre un po' rintronati. Comunque, lei mi rimane un ragno culone."
"Lei mi svaluta! Io son un ragno ben pasciuto. E invece lei salta vocali, vomita "k" e s'atteggia digitalmente a tormentato misterioso per far colpo, mentre si mette le dita nel naso e si chiede con inquietudine se le macchie su quella canottiera che mi porta da una settimanella buona siano in numero pari o dispari."
"Lei è un insetto! Io son umano: dominiamo il mondo!"
"Lei è fauna! Io e i colleghi siam l'80% della fauna! Dominate il mondo finchè noi lasciamo che voi dominiate il mondo."
"Lei è arrogante. Me ne torno al web."
"Lei c'è già dentro. E io, come anche lei ha notato, sono un ragno buongustaio."
"Lei è un grasso ragno parlante che cammina sul corrimano della mia terrazza. Sarei più cauto, nella sua posizione."
"Lei è un maleducato e minaccia, pure."
"Ma che minaccio: constato! Lei è obiettivamente un ragno grasso, che credevo non ne esistessero. Sembra dover cadere da un momento all'altro, inoltre, proprio a causa della sua aracnobesità."
"Lei, la vedo, sa, ho otto occhi! Lei sta lì e digita sulla tastiera e mette faccine a sproposito e parla sempre in maiuscolo e trolleggia su mille materie, dalla Filologia dell'Ermeneutica Gadameriana alla Storia delle Colazioni al Sacco."
"Lei non si preoccupi, che tanto con le zampine non è che mi può accedere al web, nonostante sian otto come gli occhi impicciosetti. Piuttosto, le muova, forse mi torna in forma."
"Lei mi denota invidia, ché io ci ho otto zampette otto e quindi relativi otto occhi otto con cui la vedo benissimo, sa. Lei, che mi ha solo due occhi cisposetti e due gambine."
"Lei mi svaluta: l'importante è la coerenza nel numero occhi / zampe. Guardi la mucca, due occhi e quattro zampre, o il cavallo, o l'elefante, che sembran sempre un po' rintronati. Comunque, lei mi rimane un ragno culone."
"Lei mi svaluta! Io son un ragno ben pasciuto. E invece lei salta vocali, vomita "k" e s'atteggia digitalmente a tormentato misterioso per far colpo, mentre si mette le dita nel naso e si chiede con inquietudine se le macchie su quella canottiera che mi porta da una settimanella buona siano in numero pari o dispari."
"Lei è un insetto! Io son umano: dominiamo il mondo!"
"Lei è fauna! Io e i colleghi siam l'80% della fauna! Dominate il mondo finchè noi lasciamo che voi dominiate il mondo."
"Lei è arrogante. Me ne torno al web."
"Lei c'è già dentro. E io, come anche lei ha notato, sono un ragno buongustaio."
giovedì 29 luglio 2010
Le cose che avrei voluto dire/4
martedì 27 luglio 2010
Trinità
Padre aveva appena finito di creare tutto, e ci teneva a essere un po' adorato. Gli rimaneva un ultimo particolare e decise di farsi scrivere la Bibbia, perchè sarebbero anche stati pù comodi ma proprio non gli piacevano come design, i cartelli sparsi per tutto l'universo con dicitura "Quest'area è videosorvegliata 24 ore su 24."
Figlio fu tirato giù dalla croce all'ultimo momento utile, l'anestetico contenuto nella spugna e le tetrodotossine inoculate tramite la punta della lancia avevano fatto il loro dovere. Visse sotto falso nome ed suoi discendenti ripararono in Europa. Il più famoso sfondò come psicanalista, grazie al motto "Padri onnipotenti fanno figli crocifissi."
Il bimbo si accoccolò ai suoi pupazzi mentre il sonno iniziava a sembrare, inaspettatamente come ogni sera, un'alternativa più allettante al continuare a giocare. Era finalmente nel suo lettino dopo esser stato qualche tempo ospite dalla nonna, che cercava di abituarlo alle preghierine. Disse, sottovoce, tra sé e sé: "Buonanotte, Gesù. Buonanotte, Madonnina. Buonanotte, Batman."
Figlio fu tirato giù dalla croce all'ultimo momento utile, l'anestetico contenuto nella spugna e le tetrodotossine inoculate tramite la punta della lancia avevano fatto il loro dovere. Visse sotto falso nome ed suoi discendenti ripararono in Europa. Il più famoso sfondò come psicanalista, grazie al motto "Padri onnipotenti fanno figli crocifissi."
Il bimbo si accoccolò ai suoi pupazzi mentre il sonno iniziava a sembrare, inaspettatamente come ogni sera, un'alternativa più allettante al continuare a giocare. Era finalmente nel suo lettino dopo esser stato qualche tempo ospite dalla nonna, che cercava di abituarlo alle preghierine. Disse, sottovoce, tra sé e sé: "Buonanotte, Gesù. Buonanotte, Madonnina. Buonanotte, Batman."
mercoledì 7 luglio 2010
Insight
Ciao. Prima di leggere, per favore, clicca col tasto destro QUI e seleziona "Apri in nuova scheda."
Volume basso basso.
Ok?
Buona lettura.
"Poi, più nulla."
"Come, più nulla?!"
"Più nulla, s'è fermato."
"Come sarebbe a dire, che si è fermato?!"
"Più nulla, si è fermato, ha smesso. Noi davamo per scontato che fosse eterno perchè ci eravamo nati e ci erano nati i nostri padri e i padri dei nostri padri e via così; ci pre-esisteva, ma non era così eterno, infatti è finito."
"E come ve ne siete accorti?"
"S'è fermata l'aria. Poi il rumore di fondo basso e continuo si è interrotto, e ci siamo fermati anche noi, guardando in alto con la bocca un po' aperta..."
"Era finito?"
"Sì. Era semplicemente finito."
"E cos'è successo, esattamente?"
"Eravamo un po' tutti sparsi per le nostre faccende, chi per strada, chi al lavoro, chi con la famiglia... Quando le bocche si sono chiuse e gli sguardi stupefatti si sono incrociati, era cambiato tutto. Non potevamo farci nulla, nessuno, neppure volendo, ma nessuno lo voleva. Guardavi negli occhi chi avevi vicino e realizzavi. Era come guardare in chiunque il tuo migliore amico, c'erano affetto e fiducia senza giudizio. Una serenità fatta di tepore e speranza, senza parole inutili, senza sospesi, senza non-detti."
"Faccio fatica a immaginare che non fosse così, prima. Che avete fatto?"
"Più che altro, guardare e piangere."
"Piangere?!"
"Sì, all'inizio non ci potevamo credere, eravamo disabituati all'empatia, e così realizzavamo che anche gli altri si sentivano così guardandoli, ed era così negli occhi di tutti. C'era chi piangeva per la gioia, chi per quello che si era perso fino a quel momento, pochissimi perchè si erano sempre sentiti come da quel momento in poi ci saremmo sentiti tutti ed erano contenti per noi."
"Uno scatto evolutivo incredibile, anche se faccio fatica a immaginare il cambiamento, specie da come mi hai raccontato che era prima. Soprattutto, per la velocità con cui è avvenuto.
Ma...
Sei sicuro che non ci sia stato qualcosa che nessuno di voi ha avvertito, un cambio radicale, un passaggio dimensionale?"
"Cosa intendi dire?"
"Sei sicuro che, tutti e contemporaneamente, non siate morti? E che a me e agli altri vostri figli e figli dei figli ciò sembri normale perchè proveniamo da dei morti?"
"Sono sicuro. Quel giorno, semmai, siamo nati."
Volume basso basso.
Ok?
Buona lettura.
"Poi, più nulla."
"Come, più nulla?!"
"Più nulla, s'è fermato."
"Come sarebbe a dire, che si è fermato?!"
"Più nulla, si è fermato, ha smesso. Noi davamo per scontato che fosse eterno perchè ci eravamo nati e ci erano nati i nostri padri e i padri dei nostri padri e via così; ci pre-esisteva, ma non era così eterno, infatti è finito."
"E come ve ne siete accorti?"
"S'è fermata l'aria. Poi il rumore di fondo basso e continuo si è interrotto, e ci siamo fermati anche noi, guardando in alto con la bocca un po' aperta..."
"Era finito?"
"Sì. Era semplicemente finito."
"E cos'è successo, esattamente?"
"Eravamo un po' tutti sparsi per le nostre faccende, chi per strada, chi al lavoro, chi con la famiglia... Quando le bocche si sono chiuse e gli sguardi stupefatti si sono incrociati, era cambiato tutto. Non potevamo farci nulla, nessuno, neppure volendo, ma nessuno lo voleva. Guardavi negli occhi chi avevi vicino e realizzavi. Era come guardare in chiunque il tuo migliore amico, c'erano affetto e fiducia senza giudizio. Una serenità fatta di tepore e speranza, senza parole inutili, senza sospesi, senza non-detti."
"Faccio fatica a immaginare che non fosse così, prima. Che avete fatto?"
"Più che altro, guardare e piangere."
"Piangere?!"
"Sì, all'inizio non ci potevamo credere, eravamo disabituati all'empatia, e così realizzavamo che anche gli altri si sentivano così guardandoli, ed era così negli occhi di tutti. C'era chi piangeva per la gioia, chi per quello che si era perso fino a quel momento, pochissimi perchè si erano sempre sentiti come da quel momento in poi ci saremmo sentiti tutti ed erano contenti per noi."
"Uno scatto evolutivo incredibile, anche se faccio fatica a immaginare il cambiamento, specie da come mi hai raccontato che era prima. Soprattutto, per la velocità con cui è avvenuto.
Ma...
Sei sicuro che non ci sia stato qualcosa che nessuno di voi ha avvertito, un cambio radicale, un passaggio dimensionale?"
"Cosa intendi dire?"
"Sei sicuro che, tutti e contemporaneamente, non siate morti? E che a me e agli altri vostri figli e figli dei figli ciò sembri normale perchè proveniamo da dei morti?"
"Sono sicuro. Quel giorno, semmai, siamo nati."
sabato 3 luglio 2010
Mare, profumo di mare (con l'amore io voglio giocare)
Sì, perchè da 'ste parti è Romagna. E pure mare.
Robe che se prese separate possono ancora avere una parvenza di lucidità, ma se abbinate causano fenomeni al limite dell'umana comprensione e, indubbiamente, dalla parte sbagliata del confine della realtà. Io vivo in una città adriatica sulla quale la canzone più bella è stata scritta da un genovese, per dire, e 'sto posto, non potendosi allargare in quanto strozzato tra autostrada e mare, si stende lungo la costa come un troione che s'offre al DioTurista, e succedon robe che voi di Altrove ma va là.
Qui, ogni estate da 20 anni, viene gente che son 20 anni che piscia e caga e fa scaricare la fabbrichetta nel Po, a dire che "L'acqua è sporca."
Qui s'è così ospitali che pur di mettere a tavola un DioTurista, l'albergatore se lo tiene sulle ginocchia e è tutto un sorriso, poi quando volta l'angolo delle volte è capace che tira una panchina lunga di cristi e di madonne che si sgonfiano le ruote delle macchine nel parcheggio e rintocca la campana della chiesa. Che poi esce tutto trafelato il parroco e dice "Ma non usavamo i nastri con le campane registrate?" al campanaro, che gli risponde "Infatti io non esisto." e il prete non sta lì a polemizzare ma replica "Scusa, è che son abituato a parlare con esseri immaginari."
Qui ti vedi in tv il posto dove abiti pieno di locali lapdensers con palo d'ordinanza luci robe alcoliche colorate musica troppo avanti unza-unza e poi esci e trovi pieno di locali lapdensers con palo d'ordinanza luci robe alcoliche colorate musica troppo avanti unza-unza, toh vé una volta lì ci son caduto con la vespa, qui mi lasciava l'autobus quando andavo al liceo, ma puoi anche stare a casa a leggere, tipo.
Qui la stagione è sempre andata male e tutti tutti gli esercenti piangono miseria e poi si comprano un ceién a testa tutta la famiglia, compresa nonna, che tanto guida la badante, e partono per sciàrmelsceic tutti gli esercenti assieme a ottobre, che i primi anni s'è rischiato l'incidente diplomatico con l'Egitto perchè credevano li si stesse invadendo.
Qui DioTurista s'incarna spesso sotto forma di sessantenne semiobesa vestita come un'abat-jour cui han fatto un gavettone di lustrini, vinavil e coriandoli, che si lancia in esibizioni di caraoche (capisco il nome, finalmente) megaamplificate e cosparse di infidi acuti che mi s'è crepato il cartongesso del controsoffitto pure quest'anno. Oppure s'incarna in urlatori molesti che alle 2 di notte si sbronzano e questionano in dialetti dalle vocali chiuse come le loro menti che se vado io alle 5 del pomeriggio al paese loro e chiedo "Scusi, per l'autostrada?" chiamano una ronda e trovano argomenti per votare Lega altre 18 consultazioni, ivi comprese comunali, provinciali, regionali, nazionali e, se riescono, pure per il Festival di San Remo.
Qui la finanza penso mandi gli effettivi con formula "1+c"; cioè arrivano direttamente con un cane ognuno. Ma non è per la droga o altro che ci voglion le unità cinofile, è che l'albergatoreristoratorebagninogelataio ha una tale propensione ad evadere che pare Eastwood in "Fuga da Alcatraz" e quindi, per non turbare l'ordine costituito, i finanzieri mi sa che li mandano direttamente col cane da ciechi.
Qui da ragazzi alcuni tenevano i punteggi di quelle che si eran trombate durante l'estate (che scoparsi la turista è cosa buona, giusta e, con tutta probabilità, raccomandata fortemente dall'Azienda di Soggiorno), tramite un sistema articolato: perchè se provenivano da certe città o nazioni c'eran più punti in palio. C'erano un paio di città di provenienza che davan punteggio negativo perchè era troppo facile, ma non mi par elegante dire quali. Tanto lo sanno tutti, in quelle città. Se non lo sanno, lo sanno le loro sorelle. Qualcuna in famiglia che lo sa, insomma, c'è. Poi se non lo dice, è un altro paio di maniche. 'sta stronza.
Poi, se c'ho voglia, ve ne dico altre.
Robe che se prese separate possono ancora avere una parvenza di lucidità, ma se abbinate causano fenomeni al limite dell'umana comprensione e, indubbiamente, dalla parte sbagliata del confine della realtà. Io vivo in una città adriatica sulla quale la canzone più bella è stata scritta da un genovese, per dire, e 'sto posto, non potendosi allargare in quanto strozzato tra autostrada e mare, si stende lungo la costa come un troione che s'offre al DioTurista, e succedon robe che voi di Altrove ma va là.
Qui, ogni estate da 20 anni, viene gente che son 20 anni che piscia e caga e fa scaricare la fabbrichetta nel Po, a dire che "L'acqua è sporca."
Qui s'è così ospitali che pur di mettere a tavola un DioTurista, l'albergatore se lo tiene sulle ginocchia e è tutto un sorriso, poi quando volta l'angolo delle volte è capace che tira una panchina lunga di cristi e di madonne che si sgonfiano le ruote delle macchine nel parcheggio e rintocca la campana della chiesa. Che poi esce tutto trafelato il parroco e dice "Ma non usavamo i nastri con le campane registrate?" al campanaro, che gli risponde "Infatti io non esisto." e il prete non sta lì a polemizzare ma replica "Scusa, è che son abituato a parlare con esseri immaginari."
Qui ti vedi in tv il posto dove abiti pieno di locali lapdensers con palo d'ordinanza luci robe alcoliche colorate musica troppo avanti unza-unza e poi esci e trovi pieno di locali lapdensers con palo d'ordinanza luci robe alcoliche colorate musica troppo avanti unza-unza, toh vé una volta lì ci son caduto con la vespa, qui mi lasciava l'autobus quando andavo al liceo, ma puoi anche stare a casa a leggere, tipo.
Qui la stagione è sempre andata male e tutti tutti gli esercenti piangono miseria e poi si comprano un ceién a testa tutta la famiglia, compresa nonna, che tanto guida la badante, e partono per sciàrmelsceic tutti gli esercenti assieme a ottobre, che i primi anni s'è rischiato l'incidente diplomatico con l'Egitto perchè credevano li si stesse invadendo.
Qui DioTurista s'incarna spesso sotto forma di sessantenne semiobesa vestita come un'abat-jour cui han fatto un gavettone di lustrini, vinavil e coriandoli, che si lancia in esibizioni di caraoche (capisco il nome, finalmente) megaamplificate e cosparse di infidi acuti che mi s'è crepato il cartongesso del controsoffitto pure quest'anno. Oppure s'incarna in urlatori molesti che alle 2 di notte si sbronzano e questionano in dialetti dalle vocali chiuse come le loro menti che se vado io alle 5 del pomeriggio al paese loro e chiedo "Scusi, per l'autostrada?" chiamano una ronda e trovano argomenti per votare Lega altre 18 consultazioni, ivi comprese comunali, provinciali, regionali, nazionali e, se riescono, pure per il Festival di San Remo.
Qui la finanza penso mandi gli effettivi con formula "1+c"; cioè arrivano direttamente con un cane ognuno. Ma non è per la droga o altro che ci voglion le unità cinofile, è che l'albergatoreristoratorebagninogelataio ha una tale propensione ad evadere che pare Eastwood in "Fuga da Alcatraz" e quindi, per non turbare l'ordine costituito, i finanzieri mi sa che li mandano direttamente col cane da ciechi.
Qui da ragazzi alcuni tenevano i punteggi di quelle che si eran trombate durante l'estate (che scoparsi la turista è cosa buona, giusta e, con tutta probabilità, raccomandata fortemente dall'Azienda di Soggiorno), tramite un sistema articolato: perchè se provenivano da certe città o nazioni c'eran più punti in palio. C'erano un paio di città di provenienza che davan punteggio negativo perchè era troppo facile, ma non mi par elegante dire quali. Tanto lo sanno tutti, in quelle città. Se non lo sanno, lo sanno le loro sorelle. Qualcuna in famiglia che lo sa, insomma, c'è. Poi se non lo dice, è un altro paio di maniche. 'sta stronza.
Poi, se c'ho voglia, ve ne dico altre.
mercoledì 30 giugno 2010
Il ventinove giugno duemiladieci
Muoiono nello stesso giorno l'attore Pietro Taricone, caduto in paracadute, e l'operaio Nicola Moretti, colpito da un masso, ma i due lutti non sembrano avere la stessa gravità.
giovedì 10 giugno 2010
Diversamente abili

Era un sacco che non compravo qualcosa in uno di questi posti, pieni e strani.
Esco e lei è lì, la Vigilessa, che armeggia tra taccuino e penna, di fonte alla macchina parcheggiata in uno dei posti riservati ai disabili. Accenno una zoppìa che mi vien bene, quindi claudico con il contenitore bianco che ho in mano fino a vicino la Vigilessa, che mi guarda cuocendo l'aria che ha l'ardire di frapporsi tra i nostri occhi. Mi fermo a due passi da lei.
Non mi ha ancora staccato la lama degli occhi da dosso, la Vigilessa.
"Non faccia la scena, - dice - è inutile."
"Che scena?"
"Lei zoppica, ma la macchina occupa abusivamente un posto riservato a persone diversamente abili e non c'è nessun permesso di parcheggio, valido ed esposto."
"Ah, zoppico un pochino, sì, ma non è nulla."
"Bene."- mi ghiaccia la Vigilessa, e inizia a scrivere.
"...ma... ...mi sono fermato solo cinque minuti, e ci sono altri posti liberi, come questo... Non ho tolto il posto a nessuno."
"Non c'entra nulla. Lei è in contravvenzione."
"Potrebbe chiudere un occhio? Vede anche la macchina, è un'utilitaria da poveraccio, io sono disoccupato..."
"Non posso. Tutti hanno dei problemi; le regole esistono comunque, sono indispensabili per convivere civilmente. Qualcosa da dichiarare?"
"Sì, scriva che è colpa mia per favore."
"Come? - domanda sopresa mentre considera inconsciamente che il mio nervo patetico sta facendo gli straordinari - Cosa dovrei scrivere?"
"Che è colpa mia."
"Ma certo, che è colpa sua, non c'è bisogno che lo scriva."
"Lo faccia, per favore. Scriva che stavo già andando via e che lei non stava per multarmi, ma che sono stato brusco, aggressivo..."
"E perchè mai?"
"Per mia moglie. Vede, in questo contenitore bianco c'è la torta gelato per il compleanno di mio figlio grande, che oggi fa cinque anni. Doveva ritirarla mia moglie ma, sa, dopo il parto del secondo, che ora ha quasi un anno, è rimasta un po' smemorata. La depressione post-parto. Si è dimenticata della torta. Allora se ne è resa conto durante la festa e me l'ha detto, e io son corso qui a prenderla."
"Sua moglie sta male?"
"No, no, ma ora si sta tirando su, eh, sta reagendo. Però lei scriva come le ho detto, perchè già arriverò al compleanno di mio figlio con una torta completamente sciolta e con una multa; se mia moglie pensasse che è per colpa sua, potrebbe ricadere nella sua tristezza."
"Mh."
"..."
"Se ne vada."
"Come, se ne vada, niente multa?"
"Salga sulla macchina, se ne vada e basta, ufficialmente io oggi non sono stata qui."
"Grazie! Dato che ho risparmiato i soldi della multa (e che lei non è qui), non mi metterò subito in macchina, ma rientrerò e prenderò una torta ancora buona per mio figlio..."
"Vada dove le pare. Ma vada."
Non era neanche mia, la macchina.
E le ostriche nel contenitore bianco non hanno sofferto, come temevo.
Ma sono bravi tutti, a difendere i deboli, a difendere chi rispetta le regole. Io difendo anche gli stronzi, i prevaricatori, gli arroganti; sono molto abile, a farlo. Sono abilissimo.
Non si entra nella squadra di chi scrive davvero i vari lodi, le leggi sul legittimo impedimento e le leggi anti intercettazioni così, per caso.
Io sono abilissimo.
domenica 6 giugno 2010
Un posto tranquillo
"...e c'era questo. Quand'ha iniziato, avevo la tua età. Tette e culi da tutte le parti, come non ne avevamo mai visti, e frasi divertenti, comici nuovi. Il tuo bisnonno diceva Vi fotte la testa, vi sta fregando e io rispondevo E' la comicità nuova, come sei antico, e pensavo Che vecchio, mio padre perchè ero giovane e stronzo.
E poi lo han quasi beccato, gli stava crollando tutto attorno, avevano messo alle corde i suoi protettori politici, e allora questo è entrato in politica e ha usato la sua azienda, le sue televisioni, i suoi soldi. I migliori spin doctor e le tecniche di rincoglionimento di massa.
S'è messo con quelli che volevano dividere l'Italia, con la chiesa e coi fascisti, e ha vinto per decenni. Cioè, in realtà, mica c'era gara. Le regole eran falsate e dall'altra parte, solo dinosauri livorosi e fuori dalla realtà. Parlavano, parlavano, non combinavano un cazzo. Erano uniti solo dall'essere contro di lui, temevano la chiesa e erano lontani dalla gente.
Allora questo, pian piano, ne faceva di ogni; si cambiava le leggi, si contraddiceva, andava con le troie, attaccava con ogni mezzo chi lo metteva in dubbio, faceva la comunione pur divorziato e adultero, ci faceva fare figure di merda in tutto il mondo, manipolava persone e funzioni, viveva sempre sul confine del lecito, ma una volta era colpa di suo fratello, una volta non si riusciva a processarlo, una volta non lo sapeva, una volta era colpa di giudici malfidati...
Questo ha mandato a puttane la ricerca, la scuola pubblica, la decenza, il senso almeno formale del rispetto di se stessi della classe politica, il cervello della gente che considerava normale guardare la televisione tutti i giorni -e la televisione era tutta sua o quasi-, la possibilità di fare intercettazioni a scopo di indagine, di considerare tutti i cittadini uguali, la libertà di essere informati.
Ma cazzo, no, cazzo io ne parlo, ho detto non ti dimenticare, parlane, che non si ripetano le stesse cose, ecco almeno cosa puoi fare, ho detto a me stesso..."
"Si è addormentato. I farmaci hanno fatto effetto. Mamma, io non voglio più venirlo a trovare, il nonno, alla clinica dei pazzi."
"Non è la clinica dei pazzi; è un posto tranquillo per chi pensa di aver vissuto delle cose che non son vere. Lo aiutano, per quanto possono."
"Sarà."
"Con quelli come il nonno, va bene così: l'ha detto la tv."
E poi lo han quasi beccato, gli stava crollando tutto attorno, avevano messo alle corde i suoi protettori politici, e allora questo è entrato in politica e ha usato la sua azienda, le sue televisioni, i suoi soldi. I migliori spin doctor e le tecniche di rincoglionimento di massa.
S'è messo con quelli che volevano dividere l'Italia, con la chiesa e coi fascisti, e ha vinto per decenni. Cioè, in realtà, mica c'era gara. Le regole eran falsate e dall'altra parte, solo dinosauri livorosi e fuori dalla realtà. Parlavano, parlavano, non combinavano un cazzo. Erano uniti solo dall'essere contro di lui, temevano la chiesa e erano lontani dalla gente.
Allora questo, pian piano, ne faceva di ogni; si cambiava le leggi, si contraddiceva, andava con le troie, attaccava con ogni mezzo chi lo metteva in dubbio, faceva la comunione pur divorziato e adultero, ci faceva fare figure di merda in tutto il mondo, manipolava persone e funzioni, viveva sempre sul confine del lecito, ma una volta era colpa di suo fratello, una volta non si riusciva a processarlo, una volta non lo sapeva, una volta era colpa di giudici malfidati...
Questo ha mandato a puttane la ricerca, la scuola pubblica, la decenza, il senso almeno formale del rispetto di se stessi della classe politica, il cervello della gente che considerava normale guardare la televisione tutti i giorni -e la televisione era tutta sua o quasi-, la possibilità di fare intercettazioni a scopo di indagine, di considerare tutti i cittadini uguali, la libertà di essere informati.
Ma cazzo, no, cazzo io ne parlo, ho detto non ti dimenticare, parlane, che non si ripetano le stesse cose, ecco almeno cosa puoi fare, ho detto a me stesso..."
"Si è addormentato. I farmaci hanno fatto effetto. Mamma, io non voglio più venirlo a trovare, il nonno, alla clinica dei pazzi."
"Non è la clinica dei pazzi; è un posto tranquillo per chi pensa di aver vissuto delle cose che non son vere. Lo aiutano, per quanto possono."
"Sarà."
"Con quelli come il nonno, va bene così: l'ha detto la tv."
mercoledì 2 giugno 2010
sabato 29 maggio 2010
Consigli per gli acquisti
Io c'ho lavorato, io dovevo fare testi e discutere location e aspetti del non verbale, definire concept e portare a termine il progetto. Far valere il gioco e la candela, ottimizzare il costo-contatto e sviluppare il massimo dei contatti utili possibili.
Eppure solo ora, disintossicato dalla TV e guardandola episodicamente per accompagnare i figli attraverso i film che vogliono vedere, mi è giunta l'epifania del creativo, lo spot perfetto, il commercial del futuro.
"Vendiamo questo, serve a questo.
Costa meno di altri, che forse son migliori o forse son solo più pompati, e di più di altri, che però secondo noi non valgono quanto il nostro.
Il rapporto tra qualità e prezzo, secondo noi, è piuttosto buono, insomma.
Se vi va, provatelo.
Continueremmo ad avere uno stipendio, e poi ci farebbe piacere.
Se non vi piace, fate in tempo a prenderne uno diverso, poi.
Grazie, ciao."
Io ne comprerei subito.
Eppure solo ora, disintossicato dalla TV e guardandola episodicamente per accompagnare i figli attraverso i film che vogliono vedere, mi è giunta l'epifania del creativo, lo spot perfetto, il commercial del futuro.
"Vendiamo questo, serve a questo.
Costa meno di altri, che forse son migliori o forse son solo più pompati, e di più di altri, che però secondo noi non valgono quanto il nostro.
Il rapporto tra qualità e prezzo, secondo noi, è piuttosto buono, insomma.
Se vi va, provatelo.
Continueremmo ad avere uno stipendio, e poi ci farebbe piacere.
Se non vi piace, fate in tempo a prenderne uno diverso, poi.
Grazie, ciao."
Io ne comprerei subito.
martedì 11 maggio 2010
Siete un grande pubblico
Pileo viene lambito dalla luce azzurra e inquietato da quel ronzio costante, ma ha sete.
Eccolo lì, il cartone del succo di arancia, a chiedersi se è giunta la sua ora, di fianco al pallore del latte, nello scomparto più basso, quello che fa da polpaccio alla parte tiepida della porta del frigo.
E' giunta.
Pileo allunga una mano e lo afferra, ma il piacere di berne dura la frazione di secondo che ci mette a insinuarsi la consapevolezza che il succo non è abbastanza, che finirà nel tempo di concludere un pensiero articolato su questa stessa verità.
Pileo allora si inarca e tiene il cartone perfettamente verticale, e sente che c'è uno sciabordio, che il succo non è completamente finito, ma che non scende, e pensa Ma allora, ma li facessero piramidali, 'sti cazzo di cartoni, da non farsi pigliare per il culo dal succo superstite, e inizia a muovere il cartone tenuto in verticale velocemente a ore 12, a ore 6, a ore 3, a ore 9, facendo della sua bocca il centro del quadrante.
Pileo lo sa, sembra un trombettista nell'orgasmo di un assolo, in quel momento, in un concerto muto sotto luce azzurra, e immagina il pubblico di arance che lo incita e alza le braccine da arance e si rotola un poco sui culini da arance seguendo il ritmo e le note.
Pileo mette giù il cartone, ringrazia il pubblico di arance e fa un piccolo inchino.
Poi va a cercare da bere, che dopo i concerti, si sa, si ha sempre una gran sete.
Eccolo lì, il cartone del succo di arancia, a chiedersi se è giunta la sua ora, di fianco al pallore del latte, nello scomparto più basso, quello che fa da polpaccio alla parte tiepida della porta del frigo.
E' giunta.
Pileo allunga una mano e lo afferra, ma il piacere di berne dura la frazione di secondo che ci mette a insinuarsi la consapevolezza che il succo non è abbastanza, che finirà nel tempo di concludere un pensiero articolato su questa stessa verità.
Pileo allora si inarca e tiene il cartone perfettamente verticale, e sente che c'è uno sciabordio, che il succo non è completamente finito, ma che non scende, e pensa Ma allora, ma li facessero piramidali, 'sti cazzo di cartoni, da non farsi pigliare per il culo dal succo superstite, e inizia a muovere il cartone tenuto in verticale velocemente a ore 12, a ore 6, a ore 3, a ore 9, facendo della sua bocca il centro del quadrante.
Pileo lo sa, sembra un trombettista nell'orgasmo di un assolo, in quel momento, in un concerto muto sotto luce azzurra, e immagina il pubblico di arance che lo incita e alza le braccine da arance e si rotola un poco sui culini da arance seguendo il ritmo e le note.
Pileo mette giù il cartone, ringrazia il pubblico di arance e fa un piccolo inchino.
Poi va a cercare da bere, che dopo i concerti, si sa, si ha sempre una gran sete.
venerdì 7 maggio 2010
lunedì 26 aprile 2010
Son pur sempre un Sociologo della Comunicazione
Fumavo sul terrazzo e pensavo che un anno e 26 giorni fa nasceva SegnoDisegnO, perchè avevo deciso di smettere di smettere di scrivere e disegnare.
E ho disegnato delle cose e ho pubblicato il 28 aprile 2009 un pinguino-me, e poi ho continuato.
E lo sapevano in 2-3, e ci volevano della premeditazione e un movente, per vedere i Segni e i DisegnI.
E poi ho linkato il posto, qui, nella frasettina di firma in un forum all'epoca abbastanza di nicchia che si chiama Spinoza, e di vedere i Segni e i DisegnI, qui, poteva capitare anche passando da là.
E poi ho conosciuto altri autori di Spinoza e chi se cosa fai come stai fammi sentire che odore hai se possiamo essere amici e poteva capitare di vedere i Segni e i DisegnI anche passando dai loro blog, quindi veniva meno la premeditazione ma si allargava la rete di connivenze.
Poi Spinoza è diventato molto meno di nicchia e s'è aperto lo Spinoza Cafè, che aggrega i contenuti dei blog e dove "pascolano liberamente alcune delle menti che stanno dietro alle battute pubblicate" su Spinoza, e così la rete di connivenze si ampliava fino a coinvolgere innocenti passanti e causare la fruizione dei Segni e dei DisegnI.
Poi oggi c'è un neonato robo di feisbùc del Cafè di Sinoza, con tutto l'autorume, e di nuovo può capitare di vedere i Segni e i DisegnI.
Allora ho misurato i passi di terrazzo fino al posacenere, ho spento la sigaretta e stavo per emettere un allegro e meritato peto, ma poi ho pensato che magari sentivo uno che diceva Che brutta tosse! da Melbourne.
E ho disegnato delle cose e ho pubblicato il 28 aprile 2009 un pinguino-me, e poi ho continuato.
E lo sapevano in 2-3, e ci volevano della premeditazione e un movente, per vedere i Segni e i DisegnI.
E poi ho linkato il posto, qui, nella frasettina di firma in un forum all'epoca abbastanza di nicchia che si chiama Spinoza, e di vedere i Segni e i DisegnI, qui, poteva capitare anche passando da là.
E poi ho conosciuto altri autori di Spinoza e chi se cosa fai come stai fammi sentire che odore hai se possiamo essere amici e poteva capitare di vedere i Segni e i DisegnI anche passando dai loro blog, quindi veniva meno la premeditazione ma si allargava la rete di connivenze.
Poi Spinoza è diventato molto meno di nicchia e s'è aperto lo Spinoza Cafè, che aggrega i contenuti dei blog e dove "pascolano liberamente alcune delle menti che stanno dietro alle battute pubblicate" su Spinoza, e così la rete di connivenze si ampliava fino a coinvolgere innocenti passanti e causare la fruizione dei Segni e dei DisegnI.
Poi oggi c'è un neonato robo di feisbùc del Cafè di Sinoza, con tutto l'autorume, e di nuovo può capitare di vedere i Segni e i DisegnI.
Allora ho misurato i passi di terrazzo fino al posacenere, ho spento la sigaretta e stavo per emettere un allegro e meritato peto, ma poi ho pensato che magari sentivo uno che diceva Che brutta tosse! da Melbourne.
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