
Era un sacco che non compravo qualcosa in uno di questi posti, pieni e strani.
Esco e lei è lì, la Vigilessa, che armeggia tra taccuino e penna, di fonte alla macchina parcheggiata in uno dei posti riservati ai disabili. Accenno una zoppìa che mi vien bene, quindi claudico con il contenitore bianco che ho in mano fino a vicino la Vigilessa, che mi guarda cuocendo l'aria che ha l'ardire di frapporsi tra i nostri occhi. Mi fermo a due passi da lei.
Non mi ha ancora staccato la lama degli occhi da dosso, la Vigilessa.
"Non faccia la scena, - dice - è inutile."
"Che scena?"
"Lei zoppica, ma la macchina occupa abusivamente un posto riservato a persone diversamente abili e non c'è nessun permesso di parcheggio, valido ed esposto."
"Ah, zoppico un pochino, sì, ma non è nulla."
"Bene."- mi ghiaccia la Vigilessa, e inizia a scrivere.
"...ma... ...mi sono fermato solo cinque minuti, e ci sono altri posti liberi, come questo... Non ho tolto il posto a nessuno."
"Non c'entra nulla. Lei è in contravvenzione."
"Potrebbe chiudere un occhio? Vede anche la macchina, è un'utilitaria da poveraccio, io sono disoccupato..."
"Non posso. Tutti hanno dei problemi; le regole esistono comunque, sono indispensabili per convivere civilmente. Qualcosa da dichiarare?"
"Sì, scriva che è colpa mia per favore."
"Come? - domanda sopresa mentre considera inconsciamente che il mio nervo patetico sta facendo gli straordinari - Cosa dovrei scrivere?"
"Che è colpa mia."
"Ma certo, che è colpa sua, non c'è bisogno che lo scriva."
"Lo faccia, per favore. Scriva che stavo già andando via e che lei non stava per multarmi, ma che sono stato brusco, aggressivo..."
"E perchè mai?"
"Per mia moglie. Vede, in questo contenitore bianco c'è la torta gelato per il compleanno di mio figlio grande, che oggi fa cinque anni. Doveva ritirarla mia moglie ma, sa, dopo il parto del secondo, che ora ha quasi un anno, è rimasta un po' smemorata. La depressione post-parto. Si è dimenticata della torta. Allora se ne è resa conto durante la festa e me l'ha detto, e io son corso qui a prenderla."
"Sua moglie sta male?"
"No, no, ma ora si sta tirando su, eh, sta reagendo. Però lei scriva come le ho detto, perchè già arriverò al compleanno di mio figlio con una torta completamente sciolta e con una multa; se mia moglie pensasse che è per colpa sua, potrebbe ricadere nella sua tristezza."
"Mh."
"..."
"Se ne vada."
"Come, se ne vada, niente multa?"
"Salga sulla macchina, se ne vada e basta, ufficialmente io oggi non sono stata qui."
"Grazie! Dato che ho risparmiato i soldi della multa (e che lei non è qui), non mi metterò subito in macchina, ma rientrerò e prenderò una torta ancora buona per mio figlio..."
"Vada dove le pare. Ma vada."
Non era neanche mia, la macchina.
E le ostriche nel contenitore bianco non hanno sofferto, come temevo.
Ma sono bravi tutti, a difendere i deboli, a difendere chi rispetta le regole. Io difendo anche gli stronzi, i prevaricatori, gli arroganti; sono molto abile, a farlo. Sono abilissimo.
Non si entra nella squadra di chi scrive davvero i vari lodi, le leggi sul legittimo impedimento e le leggi anti intercettazioni così, per caso.
Io sono abilissimo.