lunedì 28 dicembre 2009

E dire che ero preparatissimo

In questi giorni ho fatto un mucchio di pensierini molto molto belli sul Natale e su aspetti ad esso riconducibili. Roba non convenzionale, punti di vista mica da niente, che avrebbero fatto pensare "Ah, però, pensa te.", "Oh, mica c'avevo pensato." e anche "...ma tu vedi, 'sto Van deer Gaz, mica è solo estremamente bello e sensuale, c'ha anche 'ste uscitone che chi l'avrebbe detto che mi miglioravano così la vita.", insomma ero preparatissimo sul Natale e anonimi giornucoli seguenti ap tù tzertìùan, poi però è successo l'imponderabile.

A causa di un piccolo fraintendimento con Donna Meraviglia, di quelli che succedono nelle migliori famiglie e quindi figurarsi nella mia, non avevo cibo (fraintendimento un paio di maroni, femmina, m'ero spiegato benissimo e te avevi troppo sangue a irrorarti le tette e contemporaneamente a produrre poesia, al momento), allora mi son diretto a comprarne.

Dal Pirata, pizzaiolo che così s'appella per i baffoni dice lui ma per i prezzi dico io, c'era la TV accesa. La TV, che non la guardo da marzo e che - mi son detto - "adesso ne respiro un po' tipo quando hai smesso di fumare ma uno ti fuma vicino".

La fine del tg m'ha mitragliato, van velocissimi, e c'era 'st'intervista a due fratellini che nientedeché ma dev'esserci dietro una qualche disgrazia, perchè per esempio i miei figli non li intervistano mai, nell'intimo delle mura domestiche, e secondo me è per un problema strutturale di mancanza di sfighe varie. Magari un domani mi piglio un po' di coltellate e allora ci si può sperare. Per ora, nulla.
Meteo ("ah ah ah!, mo' mi rifaccio"), anche qui un cazzo, van velocissimi e tempo di imbastire il profondo soliloquio "ah ah ah!, mo' mi rifaccio", avevan finito e domani non so come vestirmi.
Pubblicità ("dai dai dai! Stavolta ce la puoi fare, lo sai, son ciocche da 30 secondi, non-ti-distrarre-diobuono-ce-la-fai"").
Trenta secondi catarro. "Hai il catarro?". "Ti fa andare via il catarro". Si può dire "catarro", anche se è ora di essere a tavola. Bellissimo, si può usare, e io di catarro ne so, invitatemi a cena e disquisiremo di catarro in lungo e in largo. Filacciosamente.
Finito il catarro, arriva una giovane che dice alle sue amiche che ha un prurito intimo e che quindi è stata in farmacia. Poi sta meglio.
Allora, se c'hai i pruriti alla patonza, ho dei nerboruti amici da presentarti, ma anche tu dillo magari a dei maschietti. E poi, che cazzo vendono nella farmacia che frequenti?! Al limite passa all'ortofrutta.
Poi un posto dove ti vendono degli elettrodomestici ma da loro cadi sempre in piedi. Ma per avere un microonde devo fare una cazzo di corsa ad ostacoli?! Cioè, tutti si fanno in quattro per agevolarmi l'acquisto e farmi sentire bene nel mentre e voi mi dite che comunque casco quindi tanto vale cercare di portarsi a casa - tipo - l'agognato frullatore cercando di farsi il meno male possib...
E' pronto da mangiare, "ciao" e "buone feste".

Freddo nebbia profumo di mare la carta del sacchetto tra le dita l'asfalto bagnato un piede dopo l'altro un piede dopo l'altro i miei pensierini tutti sparsi e questa con le fregole che ci fa i salti sopra ma cade scivolando sul catarro.
Dei fratellini nessuna traccia speriamo per loro almeno domani non piova.
Ma chi lo sa.

venerdì 18 dicembre 2009

Uìsh List



Caro Babbo Natale,
quest'anno, vorrei che fosse tolta al tizio che s'è preso una duomata in faccia (mi dispiace, per carità, mi dispiace) e a tutti i suoi sostenitori / soldatini / simpatizzanti / impiegati /attivisti, la convinzione di avere il copyright su parole quali "Italia", "amore", "fare", "forza" e "libertà".

Grazie mille, eh.

mercoledì 2 dicembre 2009

Come, "è morto"?!

La sveglia del cellulare suona alle 7,15 e viene zittita in una frazione di secondo.
Mezz'ora dopo un moderato panico accompagna i CazzoSonoQuasiLe8, l'igiene sommaria, gli abbinamenti di vestiario e i bambini a scuola.

Siamo in piano, ho un cammello in bocca, bisogno di un caffè (facciamo due) e voglia di fumare. Arriverò in ritardo al lavoro di circa 10-15 minuti.
Tanto vale fare 15-20, scendo dalla macchina e guardo il verde della Valmarecchia, fumo e chiamo in ufficio comunicando "...è successo che -segue articolata e inoppugnabile palla a piacere-, sono lì tra 10 minuti 1/4 d'ora al massimo, passami le chiamate al cellulare, grazie ciao."
Mentre parlo c'è un bip strano.

Un messaggio.
Qualcuno che chiamava quando il cellulare dormiva nella casa che dormiva.
Gaspare. Gaspare ha chiamato e ha chiamato presto, alle 6 e 3/4.
Gaspare s'è sbagliato, che cazzo di diavoleria 'sti telefoni, s'è sbagliato, Gaspare, gli è partita la chiamata. Gaspare non chiama, Gaspare ha "un pessimo rapporto con l'elettrodomestico", Gaspare scrive. Scrive di e per ogni cosa, e bene, non parla, Gaspare.
Di certo non telefona, Gaspare.

Bòn, chissenefotte, lo richiamo. Gli dico tipo "Ah-ah Gas cazzo m'hai chiamato non ti sei accorto, eh?!" o "Gas -oh- che storia non mi son trovato una tua chiamata tipo all'alba maddai ma pensa te ma come cazzo ah ah , ah yeah lo so non ti piace il mezzo, così, era per, insomma, un saluto Gas, cazzo farai fino all'alba per chiamarmi alle 6, oh, vai a lavare i panni al fiume?! Fai il pane?! Ah-ah sì ciao stai bene."

Fanculo, io al telefono son bravo, lo chiamo e basta.
Suona. Verde Valmarecchia. Fumo. Suon...
"Ciao Lele."
"Ciao Gas! M'hai chiamato presto presto stamattina, non..."
"Non lo sai? Te lo volevo dire io, subito."
"Gas diomadonna ma che..."
"La radio, in macchina, non l'hai accesa."
"No, Gas, CD, piratato, ok?! Chi sei, l'Auditel, la SIAE?! Cosa cazzo..."
"E' morto."
Poi la telefonata ha avuto il suo svolgimento e la sua conclusione.

Morto. Come, "è morto."?! Dice che è stato un arresto cardiaco (ma allora ce l'aveva, un cuore!), stanotte.
'Sticazzi, è la versione ufficiale, la meccanica non mi interessa, sarà stato con un paio di quei troioni che gli aggradavano, pittate poco (sempre "poco" in base al parametro "troione", per carità) e svestite del tubino nero, che sfoggiavano campionario e specialità della casa per rimediare quel mezzo imbarzottimento, un gran pavese di tette e culi a armeggiare nell'antichità, e questo ha stirato.
Faceva una vita stressante, sempre a controllare tutto perchè non uscisse niente, aveva più di 70 anni e una corte di vassalli valvassori e valvassini idioti e da guidare ai cambiamenti repentini di fronte dettati dalla legione di avvocati, giuristi e altre figure grigie annaffiate di denaro e di potere riflesso, e ha stirato.

Quasi, cazzo, c'eran riusciti a processarlo -per la soddisfazione, a più di 70 anni e con quei capitali in giro, cosa vuoi- una mezza volta. Quasi, c'erano arrivati in molti che erano 40 anni che vendeva le stronzate più becere dal suo impero mediatico. Quasi, addirittura la Chiesa s'era resa conto che era il caso di sganciarsi da questo difensore (adultero, bi-divorziato e espositore storico di grazie veliniche) di ideali non suoi ma di volta in volta strumentali al consenso.
Addirittura. la. Chiesa. Cazzo.

Invece, ora, si decomporrà come gli altri, come le brave persone. Certo, un po' di plastica e capelli estetici eterni a ricordare i fasti del passato, ma si squaglierà nella natura come ognuno.
L'Apocalisse: tutti i suoi a saltare istericamente su carri sperando siano quelli del prossimo vincitore, omini verdi che difendono crocefissi e maneggiano ampolle in riti pagani lasciati ai sentimenti dettati dalla loro pancia senza più alcuna briglia, a cercar nazioni inesistenti su cartine che non sono in dialetto e che quindi -ci credo, cazzo- non capiscono, tutte le opposizioni senza un comune nemico contro il quale far gruppo ma l'onere del doversi organizzare con una qualche proattività, tutti noi che si scriveva, si disegnava, si ragionava, tutti senza più un riferimento incarnato di ciò che non è giusto, non è per il bene della società, non è ciò che vogliamo ci rappresenti. Senza una fonte inesauribile di arroganza del potere, di grottesco, di pacchiano.

Ah, niente, è morto.
E adesso?

venerdì 27 novembre 2009

Grazie più di 100



D: "...e così siamo con Van deer Gaz, il cui blog SegnoDisegnO ieri ha raggiunto un picco di letture di post che non s'erano mai viste. Relativamente a questo blog, certo."
R: "Sì, buongiornograzieehm, comunque "picco" e quindi "che non s'era mai visto"..."
D: "La smetta; pensa di sapere scrivere, lei?!"
R: "Come ha detto che si chiama la testata per cui mi intervista?"
D: "Per favore, sto lavorando, eh. Come mai -insomma- questo posto grigio, mal disegnato e spesso inospitale è stato visitato e letto da tutta 'sta gente?"
R: "Beh, devo ringraziare le persone a cui è piaciuto, e che l'hanno condiviso, facendo conoscere il blog ad altre persone. Probabilmente, poi, è piaciuto l'argomento, la dissacrazione proprio nel senso del de-sacralizzare..."
D: "Lei è sempre così prolisso e contorto?"
R: "Prego?"
D: "Sarebbe il caso. Dicevo, tutta quella storia di ieri, lei per scherzare è sempre così slungagnone e contorto? Ritiene -inoltre- che certa blogosfera possa attentare all'identità ed ai valori fondanti un Paese sano!?"
R: "Scherzare? Io dicevo cose in cui credo, in una forma che può essere.."
D: "Grazie del suo tempo, arrivederci."
R: "Di che testata ha detto che è, lei?"
D: "Il Giornale."
R: "A posto, ciao."


Grazie a tutti,
state bene.
A poi
poi

giovedì 26 novembre 2009

Un marketing dell'altro mondo



Noi, si lavora per una multinazionale potentissima che vanta duemila anni di attività.

Io sto al marketing, dove s'è fatto il vero capolavoro: a livello di prodotto, noi vendiamo vita eterna e il Cliente è comunque estremamente fidelizzato. Cioè, sì, noi vendiamo effettivamente qualcosa che nessuno può verificare, ma la gente ci crede e segue l'azienda e non abbiamo praticamente nessuna chiamata di reclamo da Clienti che poi, magari, la vita eterna, non se la son trovata.
In realtà il brand porta con sè un paniere di significati e attribuzioni che il baffo della Nike ci fa una pippa: siamo riusciti con la pubblicità a convincere il Cliente che chi non è Cliente o dubita si deve sentire in colpa, che non capisce, che non c'è ancora arrivato.
Ecco, noi come prodotto vendiamo sollievo dal senso di colpa e vita eterna. Non bastasse, la cura del Cliente, post-vendita, è veramente ottimizzata e forniamo precise istruzioni su come comportarsi e cosa pensare. Ecco, quindi noi come prodotto vendiamo la vita eterna, sollievo dal senso di colpa e dal doversi organizzare a comportarsi e pensare tutto da soli.
Cure per la paura preconfezionate, insomma, potremmo dire. Addirittura noi in azienda ci siamo inventati che il futuro Cliente nasce già in condizione di colpa, e che però con la nostra acquetta magica, quando ancora il Cliente è piccolo piccolo, lo rimettiamo in piano: praticamente li intercettiamo che non possono dire niente e dal gavettone aziendale neonatale in poi ce li abbiamo nel database Clienti e trucchiamo i report dicendo che sì, insomma, in una qualche maniera li rappresentiamo e che questi ci seguono, anche se magari non è così. Poi visto che robe del genere prendevano piede, ne abbiamo buttate su altre usando sempre elementi basilari che però il Cliente si beve voglian dire delle gran robe, tipo facciamo numeri anche col pane, con l'olio, col vino. L'acquetta magica però va sempre per la maggiore, e lì si vede il genio del primo Amministratore Delegato. All'inizio in azienda erano lui, che aveva avuto l'idea dal padre, e altri 12, ma poi ancora l'azienda non era importante allora ha sbattuto nella politica e è morto un pochino, e han scelto un nuovo Amministratore Delegato tra quelli che c'erano. E via così. Adesso che l'azienda è una multinazionale potentissima, l'Amministratore Delegato non solo non ha problemi con la politica, ma è la politica che ce lo viene a cercare. Ogni tanto qualche presidente fa dei danni e, tipo, uccide della gente che il nostro Amministratore Delegato dovrebbe teoricamente dire che quel presidente con noi non deve più avere niente a che fare, ma poi magari vien fuori che 'sto presidente rema contro a multinazionali a noi avverse e poi, dai, si sa gli Amministratori Delegati devon anche saper essere diplomatici, non è che si posson sempre dire le robe.

A livello di rete di vendita, facciamo da matti. E' capillare e siamo riusciti anche a convincere i Clienti che dovrebbero far diventare Clienti tutti quanti e è ospitata in posti belli, grandi, con la musica. Certi negozi ce li siamo fatti affrescare e riempire di roba artistica dai più grandi, che noi s'è sempre speso soprattutto per le sedi di rappresentanza dall'azienda. C'abbiam certi negozioni che ci son voluti secoli per buttarli su. Per dire, quello di Parigi c'ha due torri e un sacco di grifi e tutto un portone intarsiato e quello di Amiens è un tale negozione che contiene il negozione di Roma, dove c'è la sede centrale dell'azienda. Gli impiegati bravi li facciamo stimare che neanche a Ikea, mettiamo le loro immagini in giro e facciam le figurine e i Clienti si possono pure rivolgere a loro, così, se si son trovati bene o si son affezionati. Tipo c'era uno strano, Francesco, dell'agenzia di Assisi, che era tornato un po' rintronato dalla guerra e in piena sindrome da stress post-traumatico dice che parlava con la fauna, però era bravissimo e ancora i Clienti se lo ricordano. Dai, son anche cose che fan piacere.

Come promozione, abbiamo scelto le presentazioni e promozioni dirette, che facciamo di solito una volta alla settimana, ma anche più spesso, e ovunque arriviamo, come rete distributiva. Praticamente il Cliente conosce a memoria i nostri slogan, e li ripete aiutato da un collega che si deve vestire strano per essere riconoscibile. Non strano come quelli che lavorano da Mc Donald's, ma strano. E poi noi ai nostri Clienti diamo un sacco di gadget, tipo l'immagine del primo Amministratore Delegato mentre moriva; siamo riusciti a vendere che moriva per favorire il Cliente, così, si sa mai gli venisse in testa di smettere di sentirsi in colpa.

Come prezzo, potete vederlo tutti i giorni.

venerdì 20 novembre 2009

A volte ritornano

L'ho visto, abbandonato alla scrivania che lo ospitava.
Con l'aria di chi poteva dire di più, e meglio.

Era arrivato con una bionda acerba, sui 20. Prosperosa, alta, con seni grossi e lo sguardo della mucca che guarda passare il treno.
Non stupida, per carità, inconsapevole, una donna in potenza. Acerba, appunto.

Abbandonato e inerte alla scrivania che lo ospitava, nonostante le frequentazioni, e ormai inutile. Con un compito svolto troppo in fretta e troppo male, che l'avrebbe per sempre etichettato come "colui dall'occasione persa", "colui che poteva ma non", "colui che avrebbe potuto dire ma s'è limitato a".

Cosa devo dirti? Hai perso la tua occasione, amico. Non hai significato. Hai esaurito la tua funzione, e pure in maniera mediocre. Ti hanno usato, sì, e non hai potuto o voluto farci nulla, influire, essere ciò che avresti potuto. E ora sei abbandonato, sei inutile, hai finito; ti possono buttare senza pensarci perchè questa è azienda, baby, questo è neo-darwinismo sociale, questo è il capitalismo del cazzo. Non l'ho inventato io, e non posso cambiarlo, ma il mio sguardo ti segue mentre vai verso il tuo destino e spero che tu senta la solidarietà che non posso esprimerti, la mia comprensione della paura che hai in merito al tuo non-futuro.

Eri un post-it, su un mucchio di documenti, e avevi scritto addosso:
"Da tornare firmati".

mercoledì 18 novembre 2009

Aduspinanza



E allora ce l'abbiam fatta e son venuti,
ne manca una nel disegno, perchè è apparsa per poco e perchè così deve tornare.

E allora è stato Qualcosa, e sto bene quando me lo ricordo.

E allora grazie a tutti.

venerdì 13 novembre 2009

La superstizione porta bene

Oggi è venerdì 13, e me ne fotto.
Non son superstizioso. Però la superstizione m'ha fatto del gran bene.

Quand'ero piccolo e i bimbi sani andavano a giocare al mare o a far danni, io "nelle ore pomeridiane del riposo e del silenzio" ero costretto a starmene in casa, in camera a leggere, perchè non dovevo far rumore. Al di là del sottofondo di violini, bello leggere! Tutti quei fumetti, tutti i fumetti proibiti di mio padre (su Linus c'era Crepax!), tutti i... MaQuestaE'UnAltraStoria.

L'effetto collaterale era che ero sempre e l'unico ottenne reperibile.

D'estate stiravano delle gran quantità di vecchietti per via per caldo, e se suonava il telefono alle 2, di sicuro era il prete e c'era da inumare un caro estinto ed ero precettato come chierichetto, a sventolar incenso e star serio mentre in quel caldo vedevo gente triste e piangente.
Sempre io, l'unico chierichetto reperibile per i funerali estivi.

Son tornato a leggere fumetti in pianta stabile quando mia nonna s'è accorta che i vecchietti incontrandomi, si toccavano le palle.

Superstizione è bello.

mercoledì 4 novembre 2009

Mi ricordo

Che dicevi della scatola con le caccole dentro, da piccolo.
Che dicevi che lì si giocava bene e non c'era nessuno, e adesso io ci porto e c'ho portato i miei figli a scuola.
Che poi si sentivano quelle musiche strane, nuove, dei tuoi cugini di Milano.
Che poi la prima canna che "non m'ha fatto nessun effettA".
Che poi a quel concerto, che se non mi tiravi fuori ci rimanevo (e chi aveva mai pogato, prima?).
Che c'era la nebbia e che volevi forte forte passare alla storia e poi ce l'hai fatta, e erano 'sti giorni, la mattina c'è lo stesso odore di quando me l'han detto.
Che poi quella cosa che t'ho promesso, ce la sto facendo.

C'è uno che va in giro col tuo nome addosso.
E se lo merita.

mercoledì 28 ottobre 2009

Dal Broadcasting al Narrowcasting

Le informazioni che arrivano con i mezzi "tradizionali" come la TV ti vengono versate addosso; hai poca scelta, se non apparente, e il mezzo comunque influenza il messaggio con la sua grammatica e le sue briglie tecniche.
Sei esposto come in occasione delle Comunioni dei cuginetti, a 8 anni, ai baci delle parenti ciccione, che ti lasciano intriso di profumo troppo forte per le fanciullette narici e virgole di rossetti smodati.
La fruizione televisiva ti costringe a camminare in linea retta su un marciapiede pieno di merde di cane, ma magari lo sai, che ne pesterai un sacco, sei preparato, hai già pronti bastoncini per rimuovere il grosso delle feci canine dalla suola, un rubinetto all'aria aperta, la spazzola di plastica e il sapone da panni. E via.

Le informazioni che ti cerchi e selezioni con mezzi come internet ti permettono invece di fare un percorso personale, più responsabile - certo ci vuole più impegno, eh, ma lo sai per esempio il tempo utile che guadagni elidendo la televisione dalla vita? - e puoi zigzagare tra le merde di cane anche se il bello della democrazia è anche che delle merde che rischi di pestare ma non pesti t'arriva l'odore (sempre meglio del profumo delle parenti a 8 anni, per carità).

Poi delle volte l'informazione metaforicamente merda di cane te la vai a cercare consapevolmente, magari ti dicono "Osta, c'è gente che apprezza 'sta unità comunicativa, non solo il mezzo ma quello che viene detto, e pure chi lo dice. Va' a vedere, va', che storia." e allora te la vai a cercare, la punti bene, puzza meno perchè t'hanno avvisato, ci affondi la scarpa e ne assapori consistenza e densità, non scivoli più di tanto - altri cascano e si trovano smerdati un bel po' ma a quel punto mica se ne accorgono, mica lo possono ammettere, quindi lo rimuovono, magari - e pensi "Questa cosa a cui ho assistito è stata proprio una merdata!".

Solo che, occhio, volevo avvisare che se non sei abituato come prima, ci metti di più a fare l'operazione bastoncino-lavata-spazzolata-sapone-risciacquo.

Almeno, io dopo aver pestato l'intervento trasmesso ieri, ci sto mettendo un sacco.

venerdì 23 ottobre 2009

Pensami, Amore

Pensami, Amore,
quand'il mondo misuriamo, e coi nostri passi;

pensami, Amore,
quand'il naso ti punta una nuvola, e ciò che sembra;

pensami, Amore,
quand'il colore anima il foglio, e la forma si svela;

pensami, Amore,
quand'un tuono ti riporta bambina, e cerchi un nido;

pensami, Amore,
quand'il freddo prova a entrare, e cerchi un tepore,

pensami, Amore,
quand'un futuro del mondo cerchi, e che ti somigli.

Pensami, sempre,
o forse è troppo; pensami quand'hai già pensato
a esser te stessa, per poi potermit'avvicinare.

Pensami, magari,
metà tempo sì e metà tempo no, ma forse è
ancor troppo.

Pensami, forse,
ogni tre-quattro ore. Facciamo ogni cinque;
è più ragionevole.

Forse, Amore,
è meglio che metti la sveglia nel cellulare;
menù, strumenti, sveglia e la dovresti
trovare.


Ah, dipende dal modello; prova a smanettarci.



No, la suoneria non m'importa, fai tu.

giovedì 15 ottobre 2009

Ad personAnt



Questo è un post Ad Personam su The Ant, o simili, o ciò che decideremo con il forse co-sceneggiatore, per un nuovo fumetto.

La mano sinistra superiore, fa il gesto di cui sai.
Le mani inferiori sono in tasca anche se è nuda; si è fatto incidere i fianchi, perchè Ant è così pigro che vuole tenere la mani in tasca anche da nudo (cit. dal DioDeiFumettisti).

Per gli altri che leggono, solo due cose:
  • "Chissà se le formiche sono solo bene organizzate o veramente amiche?" Ecco, chi indovina per primo di chi è questa frase, gli pago una birra se il fumetto The Ant andrà in porto e se ci si vede.
  • Nessuno (e intendo dire nessuno) commenti "ma le formiche c'han le zampe, mica le mani...", perchè Ant è un tipo piuttosto incazzoso. "Zampette", "Zampine", "Zampuccie" e qualsiasi altro diminutivo o vezzeggiativo saranno considerati aggravanti.
"Zampogne", al limite.











"Zampogne"?!

martedì 13 ottobre 2009

Teometria piana

Dice che eravamo a Roma con Donna Meraviglia.
Dice che telefono al MioGrande; come sta, se ha fatto i compiti...
Dice che li ha fatti e che adesso scrive le poesie con NonnoVario.
Dice ho scritto questa:

"Per Dio per la Madonna per 3,14."

Dice che ho chiesto "...sul quaderno di italiano?!"
Dice che mi ha risposto "Babbo stai tranquillo, che al nonno gli ho fatto firmare che è impazzito."

Ah, beh, oh: allora sto tranquillo.

mercoledì 7 ottobre 2009

Serenescenza

C'era 'sta panchina, che poi l'han tolta, e c'erano 30 anni, da oggi.

Sulla panchina sul lungomare da aprile a settembre vivevano Leone, Gocci e Pistola, che erano vecchi, e tacevano tra di loro guardando dritto e ogni tanto si vedeva una delle bocche muoversi e le altre due ridere.

Leone aveva un sacco di capelli, di barba e di peli ingiustificati che gli abitavano le parti scoperte del corpo, e velavano una pelle solcata come il greto di un fiume in secca. Non l'ho mai sentito parlare, l'ho sentito sbadigliare e ridere che sembrava un temporale in avvicinamento, con il palmo destro sul bastone tra le gambe allargate e il palmo sinistro sul dorso destro.
Fermo, zitto e ipertricotico.
Leone, appunto.

Gocci aveva un indice rotto da piccolo e mai steccato; aveva calcificato male e rimaneva sempre dritto, ma non l'aveva mai puntato contro nessuno. Aggiustava le biciclette, nel tempo libero che la panchina gli lasciava, e che ci mettesse 10 minuti o 4 ore, sul sellino il prezzo della riparazione scritto a gesso era sempre 200 lire. Poi gli han detto che era poco, e allora era sempre 500.
Una volta in vespa aveva perso la moglie al passaggio a livello e se n'era accorto a casa.

Pistola aveva una coppola e una moglie che andava in giro con la cassetta del pesce sul manubrio, a vendere, però non ci andava d'accordo e allora di giorno da ottobre a marzo viveva nella cucina di Gocci. Però non parlava tanto e allora stava seduto zitto e fermo di fianco alla macchina da cucire, faceva parte dell'arredamento. Gocci delle volte si girava verso di lui e gli diceva "Pistola, bisogna che ogni tanto ci vieni a trovare." e lui rispondeva "Eh, ogni tanto verrò." Pistola non lo so come si chiamava davvero, noi bambini lo chiamavamo "Signor Pistola", e lui si stimava tanto.

La panchina poi l'han tolta quelli del Comune, ma tanto Leone, Gocci e Pistola erano morti da quel po', e tra l'altro in quest'ordine. Qualcuno di qui ne ha svitata un'altra dal suo posto, presa in prestito e messa lì, dove è ora e non la tocca neanche il Comune, perchè lì da aprile a settembre vivevano Leone, Gocci e Pistola.

venerdì 2 ottobre 2009

Un mare di originalità



Oh, ecco.
Cominciamo col dire che l'idea l'ho presa da uno bravo, ma bravo veramente, questo qui; mi sembra essere pure un tipo sensibile ma piantato, con una bella visione del mondo.
Però mi trovo più bello, per cui l'invidia per la sua magistrale bravura mi si stempera un attimo e quindi vi invito a guardare i suoi fantastici fumetti.

Poi. Mi rendo conto che il mare non è proprio un argomento originalissimo, ma è colpa mia se i due terzi del globo son sommersi?! Se volete gli originaloni ad ogni costo, stasera qui non ce n'è.

Poi poi. Ci sto di fronte, e ora se ne sente il rumore dal terrazzo, passata anche de facto l'estate.
Mi chiama, quando voglio fare il pieno di orizzonte e quando di giorno e di notte vado a raccontargli i miei scazzi, e mi ricorda come son piccolo, ma/e che lui c'era e ci sarà. Sempre.

Di quante cose o persone lo si può dire? Beh, di lui, sì. Forse sporco, forse nemmeno tanto bello, forse troppo raccontato. Come questo disegno, però c'è.

E ne avrei un sacco, da dire sul mare e dalla portata metaforica non indifferente.

La prossima volta mi sente.

venerdì 25 settembre 2009

Il Bianco e il Nero



Che poi, a me, 'sto Papa piace.

E' che non ho mai sopportato le chitarre in chiesa, la messa in italiano e la morale che, tipo, non si riduca ad un prontuario di igiene sessuale.

Poi questo gioco sul bianco e nero nasce dal fatto che con le orecchie e le occhiaie che ha m'ha sempre ricordato un pipistrello albino, che già mi fan tenerezza quegli esseri perfetti che son quelli normali - col radar e tutto- figurati uno albino.

E poi in nessuna maniera vorrei urtare la sua sensibilità, come fa delle volte lui con la mia, tipo.

giovedì 17 settembre 2009

Motivazioni e fini sommamente scientifici e circostanziati

Van deer Gaz nella parte di Van deer Gaz.
L'Assistente Immaginaria nella parte dell'Assistente che strappa i fogli.
La Lavagna immaginaria nella parte della Lavagna.
Bòn, si parte.


"Signorina, come sta il camice?"
"...forse un pò largo, capo."
"...come si permette!?"
"Scusi."
"Grazie, signorina.
Mh. Allora vado, eh."






"...mh."





"...e-ehm..."





"Bentrovati. Dunque: questo è Gugòlanalitìcs, un sòftuér per cosare i blog e i siti. Io ci posso vedere in quanti ogni giorno e da che paese visitano questo blog...
Ehm, signorina, il foglio..."
"Subito."





"Grazie, signorina. Dicevo: io da Gugolanalìtics ho visto che c'è stato un picco di visite martedì 15 settembre (sarà stato il colore, siete proprio dei beccaccioni...), ma il picco maggiore rimane quello del 9 luglio... Ehm, signorina, il foglio..."
"Subito."





"Grazie, signorina. Io, è scientificamente dimostrato, quel giorno godei come tarma in falegnameria. Mh, niente battute sulla segatura, per favore.
Solo al ricordo, fumo perchè mi ricordo il pleonasmo che ebbi..."
"...forse intende 'orgasmo'?"
"Come si permette!?"
"Scusi."
"Grazie, signorina. ...dicevo: fui squassato da un pleonasmo perchè avevo lanciato il Van deer Risiko, un progetto folle di conquista mediatica del mondo, e in molti condivideste..."
"...non era un pò megalomane?"
"...come si permette!?"
"Scusi."
"Grazie, signorina. Il Van deer Risiko c
onsiste nel far visitare da più paesi possibili questo blog di pensierini e disegnini. Ne trovate la spiegazione..."





"...proprio cliccando qui. Dopo il primo giorno, durante il quale molti avevano stracliccato e condiviso sui socialnetuòrc tipo feìsbùc (con tuìtter si può? Mboh.) il collegamento, ci s'è portati a casa posti tipo l'Islanda (esiste davvero, non è un complotto dei cartografi!), il Giappone, l'India, l'Austria, l'Ecuador ed altri. Ora:..."





"...VORRESTEFARMICREDEREDIOBO'CHE..."
"Ma che fa, trasale? Non si inalberi."
"...come si permette!?"
"Scusi."
"Grazie, signorina. Dicevo
: vorreste farmi credere, diobo', che nessuno fra di voi conosce un Ranger in Canada? Un Boomeranghista in Australia? Un Faraone in Egitto? Un mezz'etto di Cinesi? Un coordinato Lettone? Un Russo (dai, ragazzi, chi è che non conosce un Russo?!)? Un Medio-orientale anche non Druso-Maronita? Q.B. di Danesi? Svariati Elfi Irlandesi? Un borghese Portoghese? Un CiadDdese o un ginnico Finnico?
Personcine di paesi ancora non SegnoDisegnizzzati dalle quali far visitare 'sto posto?
Insomma, scrivete al vostro amico straniero o condividete il Van deer Risiko, magari con due righe in inglese o birmano o messichese o neopatagonico o anche daltonico o comeviparechelinguaciparlatevoico'stotizio/a spiegando la faccenda e dicendogli di condividere e far visitare a sua volta da altri tizi/ie amici/he suoi/e.
Perché il fine scientificamente circostanziabile è che a me aggrada un bel po', godere come tarma in falegnameria (con tutti quei trucioli!) e avere tanti begli e squassanti pleonasmi."






NdA
...e poi è bello: 'sto posto ha quasi 4000 visite in 6 mesi, da 22 paesi,
e 'sta cosa dei paesi l'abbiamo fatta assieme.
Prendiamoci il mondo giocando, ora.
Condividi e fai condividere.
Grazie.

- Fine -

martedì 15 settembre 2009

BerlinColor



Allora, s'è stati a Berlino, con Donna Meraviglia.
Che io poi me l'aspettavo un pò grigia (la città, non Donna, che fa luce dove passa), quindi son partito nascondendo alle dogane una modica quantità di pregiudizio.

Ho trovato colore da tutte le parti.

Cielo sempre azzurro perchè Donna ed io c'abbiam culo mica poco.
Verde di parchi e alberi ovunque con gente tranquilla ma tranquilla, e del pesto cucinato dagli amici che ci aspettavano.
Grigio di un monumento al milite ignoto che non è retorica militarista: racchiude le spoglie di un soldato e pugni di terra di battaglia, ma sotto ciò che rimane delle guerre, sotto una madre che piange un figlio senza divise o medaglie.
Arancio di una metro schizofrenica che ha dovuto fare i conti con una divisione schizofrenica.
Giallo dei capelli della bambina che dormiva in braccio al papà, in quella metro.
Rosso di giovani, di sangue bevuto dalla terra e che sgorga dalle ferite degli edifici, di rock, di stimoli, di RochiOrròrPictùrSciò dal vivo (Bréd era bravissimo, sì. Ho dato ragione a chi insinuava fosse omosessuale per invidia, sia chiaro. Per me è masculo masculo, anche se fa il patacca).
Blu era il senso di rilassatezza, di accoglimento che ho sentito (ne approfitto per ringraziare sentitamente la Volkswagen e il pullman che non mi hanno spalmato anche se me lo meritavo 2 volte 2 e m'han solo mandato a cagare il minimo sindacale. Provate voi, astigmatici al crepuscolo e con una bici dai freni misteriosi).

Così, ho lasciato un secondo il bianco e nero e i miei grigi, cui tornerò presto, per i colori.

Molto altro si vide e si visse, chi vuole e vogliamo sappia, sa che lo racconteremo di persona.

giovedì 10 settembre 2009

Mica cazzi.

Un vecchio si ferma e guarda i lavori in corso per 10 minuti poi dice "Oh ragazzi, bel lavoro!"
Un leghista sta sulla spiaggia e li aspetta e quando arriva il gommone spera che l'acqua che ha portato basti per tutti.
Un papa si affaccia e dice "C'è la tv di tutto il mondo? Bene. Oh, ragazzi, è sempre Amore, fate un pò come cazzo vi pare."
Un premier pensa "Sì dai, forse è colpa mia. Non è che sono un granchè. Mi dimetto, via tutti ministri e ministresse. Maggioranza, fuori dai coglioni.", poi lo fa.
Un vecchio in un bar sta alle spalle di uno e guarda un po' come gioca a Tresette poi esclama "Ben giocata, veramente ben giocata!"
Un portavoce in mezzo ai giornalisti, indicando la parte avversa "La loro critica ci stava, forse, ce lo stiamo chiedendo. E' che anche loro ci tengono, al bene comune."
Un vescovo specifica "Te l'ha dato Dio, il libero arbitrio, vuoi che mi metta a sindacare io sulle tue scelte?"
Un leader dell'opposizione conclude "Se siamo all'opposizione da così tanto tempo da invecchiarci sarà meglio che torniamo a casa. C'è qualche giovane che ha voglia di portare avanti idee?", e li trova.
Qualcuno dall'altra parte del mondo muore e le lacrime bagnano anche questo lato della terra.
Un papa emette un peto fragoroso, dice "Son pur sempre un uomo" e tutti ridono, prelati e suore.
Un vecchio muore e il prete che era suo amico va al funerale civile e canta "Bella, ciao" e poi si ubriaca perchè è così il vecchio avrebbe voluto.
Un bambino piange, si ferma anche il traffico.

Teoria delle Superstringhe, mica cazzi.