martedì 15 settembre 2009

BerlinColor



Allora, s'è stati a Berlino, con Donna Meraviglia.
Che io poi me l'aspettavo un pò grigia (la città, non Donna, che fa luce dove passa), quindi son partito nascondendo alle dogane una modica quantità di pregiudizio.

Ho trovato colore da tutte le parti.

Cielo sempre azzurro perchè Donna ed io c'abbiam culo mica poco.
Verde di parchi e alberi ovunque con gente tranquilla ma tranquilla, e del pesto cucinato dagli amici che ci aspettavano.
Grigio di un monumento al milite ignoto che non è retorica militarista: racchiude le spoglie di un soldato e pugni di terra di battaglia, ma sotto ciò che rimane delle guerre, sotto una madre che piange un figlio senza divise o medaglie.
Arancio di una metro schizofrenica che ha dovuto fare i conti con una divisione schizofrenica.
Giallo dei capelli della bambina che dormiva in braccio al papà, in quella metro.
Rosso di giovani, di sangue bevuto dalla terra e che sgorga dalle ferite degli edifici, di rock, di stimoli, di RochiOrròrPictùrSciò dal vivo (Bréd era bravissimo, sì. Ho dato ragione a chi insinuava fosse omosessuale per invidia, sia chiaro. Per me è masculo masculo, anche se fa il patacca).
Blu era il senso di rilassatezza, di accoglimento che ho sentito (ne approfitto per ringraziare sentitamente la Volkswagen e il pullman che non mi hanno spalmato anche se me lo meritavo 2 volte 2 e m'han solo mandato a cagare il minimo sindacale. Provate voi, astigmatici al crepuscolo e con una bici dai freni misteriosi).

Così, ho lasciato un secondo il bianco e nero e i miei grigi, cui tornerò presto, per i colori.

Molto altro si vide e si visse, chi vuole e vogliamo sappia, sa che lo racconteremo di persona.

7 commenti:

  1. niente, volevo commentare, ma non trovo parole. solo un neanche troppo vago impulso ad aprire la pagina di easyjet.

    RispondiElimina
  2. wow, una giornata fantastica, avrei voluto essere lì: adoro rischiare la vita con pullman o vecchie volkswagen.

    RispondiElimina
  3. 'nfatti c'ha il suo perché, c'ha...

    RispondiElimina
  4. Io giravo in vespa come passeggero. Figata pazzasca. Poi siamo scesi, abbiamo visto quello che dovevamo vedere. Poi siamo risaliti e io ho messo il casco. E loro due mi guardavano e ridevano, e anch'io ridevo, che il riso è contagioso. M'ha detto, lui che mi portava in vespa, "spetta che ti faccio una foto, che sei bellissima" e io ho pensato che essere bellissimi col casco non è mica cosa da poco. E ho fatto un sorriso da fiera e felice. Poi mi ha fatto vedere la foto. Avevo il casco il davanti per di dietro. Ah, ero bellissima davvero, ero.

    RispondiElimina
  5. Sembrava Yuri Gagarin, sembrava.
    Poi uscivamo dalla stazione nuova, avveniristica avveniristica, che pare una nave spaziale...
    Spettacolo nello spettacolo nello spettacolo.

    RispondiElimina
  6. Berlino è qualcosa di pazzesco e unico.
    Sono scarso e non riesco a descriverle con le parole le emozioni che si provano girando per le vie di questa città.

    RispondiElimina