sabato 24 dicembre 2016

La vestaglia.

"Vorrei regalarle una vestaglia: me ne fa vedere un po', per favore?", chiese.
La commessa iniziò a illustrargli un gran pavese di pizzi, di sete e di trasparenze varie. Stordito da tale vastità di scelta e dal campionario da telenovela in cui si vedono dei ricchi che vivono in case da ricchi e che si accoppiano tra di loro, rivolse la sua attenzione verso i vestaglioni pesanti e proprio lì cerco di veicolare l'attenzione e i suggerimenti della ragazza perfettamente truccata.
"Non una vestaglia così, per favore. Qualcosa che si possa mettere appena si alza, mentre si fa il caffè, o mentre legge sul divano. Se i bambini la chiamano di notte, o se la gatta volesse uscire... Qualcosa che la tenga al caldo, insomma..."
"Pile, insomma." replicò la commessa, dall'alto delle sue sopracciglia statuarie.

Fatta la sua scelta, si sentì chiedere "Che taglia?". Per un uomo, questo è quasi sempre un momento tragico. Infatti non rispose e riuscì appena ad aprire leggermente la bocca, con lo sguardo della mucca che guarda passare il treno. Gli prese pure un po' di panico, vedendo la gente che dietro di lui cercava di attirare l'attenzione della commessa in gran spolvero, mentre quest'ultima - ormai anche un po' spazientita - sciorinava in sottofondo "S? M? ...XS?".

"Non lo so - disse -  però, quando la abbraccio, faccio così.", e mimò il gesto.
La mattina dopo, lei provò la vestaglia sorridendo.
Le vestiva perfettamente.

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