lunedì 4 ottobre 2010

My generation

Porca puttana. M'è uscito lungo pure questo. Scusate, eh .


Due giri di lacci agli anfibi, un nodo e le calze sopra. E' fatica, con il fiato spezzato, le pulsazioni accelerate e i capelli sulla faccia.
I miei capelli arrivano al petto e sono indispensabili, perché mi proteggono. Posso avere davanti al palco anche qualche centinaio di persone, ma ho tra me e loro il mio basso e i miei capelli.
Il fruscio elettrostatico che proviene da quel golem del mio amplificatore e delle casse, a sinistra, fa sembrare che il palco russi finché noi quattro non decidiamo di svegliarlo, finchè la musica take away -che mi appare bassa e remota- che hanno messo su per cambiare dal setting del gruppo che ha suonato prima di noi al nostro non cederà il posto alla nostra musica, da consumare calda e subito.
A destra, c'è tutto. C'è la scaletta (un tipetto volubile ma che si vuol far rispettare), c'è la pedaliera degli effetti che, orizzontale e con le sue lucine al posto giusto, fa la seducente col microfono in cima all'asta che la sovrasta. Poi ci sono le casse-spia a far da scogli prima del reef della fine del palco, oltre il quale inizia la stesa di spalle e teste ora in bonaccia e che inizieranno prima a ondeggiare e poi a pogare in tempesta.
La gente, io, la gente non la guardo. Lo so già, chi c'è.
In prima fila ci sono quelli che ci vengono sempre a sentire e, dal mio lato, i bassisti giovani che baderanno le diteggiature, gli effetti e i trucchi, che mi hanno offerto da bere e da fumare, certi prima del concerto e certi che me l'offriranno dopo. In fondo o al bancone, altri gruppi e bassisti pari livello, di quelli con cui si fanno le serate a suonare nei locali, si beve e ci si consiglia nel comune tentativo di mettere un po' di Seattle in mezzo alla piadina e al vino.
Io penso Chissà dove saremo, chissà come ce lo ricorderemo, io mi sa che non ci arrivo al 2000, che mancano ancora un sacco di anni, I hope I die before I get old.
In mezzo, tanta gente. Sorrido, perché penso che se stai su un palco a far del rock al volume buono e giusto, ti puoi permettere di scorreggiare davanti a un sacco di persone e nessuno si accorgerà di nulla.
Dietro, ho la quinta e -a 2 o 3 metri dalla testa- i tre fari di diverso colore che renderanno ancora più calda la mia serata e il mio braccio destro che, appoggiato al corpo del basso, inizierà anche grazie a loro a formicolare bloccandomi progressivamente la mano, se non ho fatto gli esercizi di riscaldamento come si deve per bere altra birra.

Poi rimango inginocchiato, stacco le mani dai lacci e lo sterno dal basso e guardo davanti.
Guardo loro.

Mi guarda a sua volta -però, di tre quarti- e sorride, Petermann, con il mento alto, una mano a giocare con una bacchetta e l'altra a sbilinare con chiavette strane del charleston o dei tom. Sente la tensione, ma mi dà sicurezza. Siamo molto diversi; lui è già un uomo mentre io I hope I die before I get old e spesso non ci prendiamo come idee, ma sul palco siamo la cazzo di sezione ritmica e lo siamo da parecchio, e si sente.
Il suo colpo di rullante cade quando cade la mia ditata forte sulla corda, e assieme facciamo un muro che fa cadere i bicchieri dagli amplificatori e alzare i culi dalle sedie. E ci fidiamo di noi.


GG, nato il giorno dell'anno in cui è morto Jimi Hendrix, non mi guarda. Probabilmente -penso- perché mi ha già visto in tutte le salse, anche un sacco di volte che a colpi di troppa vita sembrava che io cercassi di I hope I die before I get old. Accorda, muove le misteriose manopoline che stanno aggrappate alla testata del suo amplificatore e calpesta il sentiero invisibile da lì alla pedaliera dei suoi effetti (disinvolta nei confronti del rispettivo microfono quanto la mia). Ci siam visti crescere e, se le birrette sono state un numero consono, siam capaci di trasformare i secondi tra pezzo e pezzo in minuti di cabaret.

Babs, che sta in piedi in mezzo a un palco, tra lei e la gente non ha niente se non la sua voce. La guardo mentre salta, cammina, si aggira consumando i secondi prima del'inizio in un' inconsapevole ed iperattiva danza propiziatoria. Dicono che sia figa, soprattutto sul palco. Io non lo so, io ci ho avuto troppo a che fare; non è più una femmina, per me, è una del gruppo. Però da come la guardano quelli sotto il palco, mi sa che quelli che dicono che sia figa c'han le loro ragioni. Poi, tra poco, tira fuori quella voce e questi qui davanti se li porta dove vuole.

Me ne sbatte il cazzo. Ho il fiato spezzato, le pulsazioni accelerate e i capelli sulla faccia. Io mi alzo in piedi a farmi schiaffeggiare dai faretti e voglio solo sentire il rullante nel petto, la cassa nella pancia, la distorsione della chitarra e la melodia delle voci, mentre cerco di restare in piedi nonostante il suono e lo spostamento d'aria prodotti dal legno che ho tra le mani e dal mio ampli.
Io voglio essere travolto dall'onda sonora distorta e smettere di pensare, voglio che succeda anche questa volta che noi quattro non si sudi ma che su 'sto cazzo di palco si brilli, io voglio I hope I die before I get old.

Si ferma la musica precotta.
Si batte quattro.
Si parte.

6 commenti:

  1. E sì, a occhio e croce Barbare è figa. Cioè, quanto meno è un tipo. Una affascinante.

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  2. Sono stata una "Babs" (non nel senso di figa perchè non lo so, io con me ci ho avuto troppo a che fare per affermare una roba del genere) con la chitarra a tracolla per due anni, poi per tre con il basso a tracolla (e la schiena rotta) e poi per uno, di nuovo, con la chitarra, (ma no a tracolla, seduta sullo sgabellino che fa tanto più acoustic (senza sgabellino l'acoustic non rende)) e ti dirò... Leggere un pezzo come il tuo (perchè i tuoi definirli post è un tantino riduttivo) è un salto carpiato all'indietro nel tempo che wow... ... ...

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  3. @ Silas: vero? Per me, sfiora la sorellanza.
    @ Vaniglia: ma dai, una bassista! :)
    (con un periodo oscuro di chitarrismo, cose che poi col tempo passano, eh eh eh).
    Grazie, ieri mentre scrivevo m'ha preso una botta '90 che davvero, in dei momenti avevo 20 anni, son contento se "passa".

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  4. @Silas: ti confermo che quanto dice il Van è assolutamente vero... Tra i membri di un gruppo si crea un rapporto di fratellanza assoluto che il solo pensiero di... Bleah!!!!! Poi ci sono le cantanti vacche che si sono ripassate tutti i 'membri' del gruppo, ma questa è un'altra storia e si dovrà raccontare un'altra volta...

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  5. GG - quello che non ti guarda6 ottobre 2010 04:03

    lele, ti ho detto che mentre tu scrivevi questo, io stavo digitalizzando i nostri vecchi nastri? fratellanza, luccicanza, misticanza, chiamala come vuoi... :) poi ma 'ste "birrette in numero consono"? è da un po' che non ci facciamo una bella gatta insieme come ai vecchi tempi...

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  6. @ GG: avevo notato.
    Per me ci son legami che, hai voglia, mica si spezzano, anche se magari rimangono silenti.

    Sì, beviamo ai ecchi tempi ed a quelli presenti.
    Presto.

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